Belec esclusivo: “Salernitana, fidati di Castori”

SALERNO – Da ragazzo, a Maribor, giocava a tennis ed era anche bravo. Ma il calcio, anzi il portiere, è sempre stato il suo chiodo fisso. “Mi mettevo in porta sperando che piovesse, così avrei potuto tuffarmi nel fango”, ci dice con un pizzico di nostalgia. Eccolo Vid Belec, portiere della nazionale slovena e della Salernitana. È nato il 6 giugno 1990, tre giorni dopo il trionfo dei granata nel vecchio Vestuti con Ansaloni e capitan Di Bartolomei. Un’altra epoca. Ma la passione di Salerno è sempre la stessa. E Belec sembra essere arrivato nel posto giusto dopo aver girato l’Italia e il mondo.

Belec, cosa rappresenta per lei questa opportunità in granata?
“È un momento molto importante per la mia carriera. L’anno scorso ho fatto una grande esperienza con l’Apoel in Europa League, ma ora voglio tornare in A, per questo ho accettato la proposta della Salernitana. Con il Carpi, pur retrocedendo, feci un buon campionato, ma a Benevento è finita male dopo sei mesi. Ho voglia di riscatto”.

Parliamo della sconfitta di Monza: avversari troppo forti o Salernitana troppo timorosa?
“Eravamo un po’ stanchi, le gambe non giravano. E noi abbiamo bisogno di ritmo per sviluppare il nostro gioco. È vero, dopo quattro minuti non puoi essere stanco, sul gol di Balotelli siamo stati disattenti ma certo non intimoriti”.

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Quel calcetto a Balotelli dopo l’inutile gol segnato in fuorigioco?
“No, Mario non mi ha fatto arrabbiare. Lo conosco da oltre dieci anni, abbiamo vinto uno scudetto Primavera e un torneo di Viareggio con l’Inter. Niente di personale. Mi ha dato un po’ fastidio perché l’arbitro aveva già fischiato”.

Castori la fece esordire in A col Carpi, ora ha voluto che lei fosse il portiere della Salernitana. Chi è Castori per lei?
“È l’allenatore che mi ha consentito di svoltare in carriera. Sa bene ciò che vuole, ha idee chiarissime, sa come e cosa fare per ottenere risultati: pressing alto, pochi spazi agli avversari e ripartenze immediate. Ma è soprattutto un uomo vero, che dice le cose in faccia. E questo vale molto nello spogliatoio”.

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