Batman Handa, il rapper Gollini e soci: la serie A è tornata in buone mani

Ecco i migliori sei portieri del nostro campionato. Dai loro guantoni dipendono sempre di più i destini delle squadre.

Francesco Pietrella

17 dicembre – Milano

Uomini soli da cui dipende tutto. Silenziosi, un po’ folli, capitani, bandiere. Il portiere è così, diverso dagli altri, dai loro guantoni dipende il destino di un campionato o di una coppa. In Serie A, quest’anno, sono tornate le manone decisive. Donnarumma tiene alto il sogno scudetto del Milan, Consigli e Silvestri l’obiettivo europeo di Sassuolo e Verona. Poi il solito Szczesny, capitan Handanovic e infine Gollini, che per parare un rigore in A ne ha dovuti incassare 21. L’attesa, però, gli ha permesso di ipnotizzare Cristiano Ronaldo. Ne valeva la pena.

GIGIO DONNARUMMA

media voto 6,54

Manone da scudetto, anche se il clean sheet non è il punto forte rossonero (solo 4 volte in 12 partite). Gigio le ha giocate tutte tranne quella contro la Roma, saltata a causa del Covid, poi è stato un’arma in più: media voto di 6,54, la seconda più alta. Il suo nome gira da così tanto che si perde di vista l’età: Gigio è un 21enne con 189 partite in Serie A, 22 in Nazionale e 221 con il Milan. Un giovane già grande su cui batte sempre il sole, come la cima dell’Everest sopra le nuvole. Parola di Raiola: “Il suo futuro sarà pieno di sole, e quello c’è da tutte le parti”. Anche a Milano, tra la nebbia, a picchiare forte sul Duomo. Donnarumma lo vede. La trattativa per il rinnovo prosegue, se ne riparlerà più avanti, ora Gigio è concentrato sullo scudetto. Milan capolista con 28 punti e imbattuto in campionato. Anche Merito suo.

Samir Handanovic

media voto 6,12

Lo chiamano Batman perché vola e para i rigori, più di tutti in Serie A (25). Handanovic è come il vino, migliora invecchiando. È un Barbaresco di 36 anni che ne dimostra 27. Contro il Napoli ha parato tutto tenendo il bunker nerazzurro sottochiave. Perché i tifosi, dopo un paio di errori, avevano iniziato a mugugnare tirando fuori “ma” e “però”. Lui, Samir da Lubiana, ha fatto ciò che sa fare meglio: lavorare in silenzio scacciando fantasmi, portando l’Inter a -1 dalla vetta. La media voto dice 6.12, ha incassato 15 gol in 12 partite, ma se l’Inter ha vinto 5 gare di fila è anche grazie a lui, il capitano riservato che migliora con l’età, come il vino che ama. Passione di una vita. Nel 2017 ha visitato un’azienda vinicola in Valpolicella (Veneto) per conoscere qualcosa in più sulla produzione. Dieci anni fa, dopo aver parato un rigore a Eto’o con l’Udinese, ha “vinto” 88 bottiglie di rosso. Un premio per la futura qualificazione in Champions League: “La differenza la fanno i dettagli, in ogni ruolo”. Oggi, infatti, vola meglio di ieri.

Wojciech SZCZESNY

media voto 6,43

Chissà se la danza l’ha aiutato, perché Szczesny fino a dieci anni preferiva il ballo al pallone: “Ero un po’ rigido nei movimenti, così ho acquisito leggerezza”. Tant’è che adesso vola per riflessi e agilità. Szczesny, 31 anni ad aprile, è uno dei portieri più forti d’Europa. Alla Roma lasciò in panchina Alisson, alla Juve Gigi Buffon. Lui, interrogato a riguardo, ha risposto col sorriso da guascone: “Sono il numero uno, vero?”. “Tek” Szczesny è così, schietto e sincero. Questo atteggiamento lo aiuta anche in campo, dove comanda difesa e movimenti con l’autorità di un colonnello. Quest’anno ha giocato 8 partite lasciando un po’ di spazio al solito turnover con Buffon. Comprensibile visti i tanti impegni: media voto di 6.43 e feeling con Pirlo, perché “con lui ci si diverte”. Pressione vade retro, non fa per lui: “Non la sento proprio, approccio ogni gara allo stesso modo”. La Juve sorride e non ci pensa. I bianconeri tra i pali sono tranquilli.

andrea Consigli

media voto 6,5

Dategli una porta e farà miracoli, parola agli ultimi voti Gazzetta: ben quattro 7 nelle ultime otto gare, per lui anche un 8 pieno contro il Benevento. Consigli c’è sempre, 6,5 di media voto e nessuna voglia di smettere. Perché farlo? 34 anni a gennaio, una vita in Serie A tra Atalanta e Sassuolo, dove si diverte a giocare anche con i piedi. Pararigori niente male: ben 20 in Serie A, il terzo di sempre dopo Handanovic (25) e Pagliuca (24). L’ultimo ipnotizzato è stato Inglese. “Le mie parate sono uno sfogo”, dice. Perché Andrea, nella vita di tutti i giorni, è una persona tranquilla, riservata, silenziosa. Poi scende in campo e vola da un palo all’altro con la stessa fame del 15enne, quando giocava in attacco controvoglia: “Andai dal presidente e dissi che mi ero stufato”. Cambio di programma, altro idolo da inseguire: Buffon. Oggi è una delle colonne del Sassuolo rivelazione di De Zerbi, quarto a 23 punti, e diventato più verticale grazie ai suoi lanci.

Marco Silvestri

media voto 6,62

“Gatto Silvestri” da una vita, perché quando aveva 16 anni era “piccolo e agile come un felino”. A Leeds lo chiamavano “Hero” dopo tre rigori parati in Coppa di Lega. A Verona è solo Marco, il portierone con la passione per i videogame e la programmazione di software. Durante il lockdown ha iniziato pure un corso per imparare più cose. L’Hellas ha la seconda miglior difesa del campionato anche grazie a lui (12 reti subite), si è preso i pali gialloblù con il lavoro e i sacrifici. L’anno scorso ha tenuto la porta inviolata in 9 occasioni, meglio di lui solo Szczesny (11), Donnarumma (13) e Musso (14). Q uest’anno è già arrivato 4. La sua media voto è la più alta (6,62). Sicurezza Silvestri.

Pierluigi Gollini

media voto 6,62

Rientro da star. Gollini è stato fuori diversi mesi per un problema al ginocchio, ma ora si è ripreso i pali della Dea. Sette gare, 4 gol subiti e media voto di 6,62 (come Silvestri, che però ha giocato sempre). Contro la Juve ha parato il primo rigore in Serie A a Cristiano Ronaldo, specialista del dischetto: “Calciava sempre dall’altra parte…”. Intuizione vincente del portiere-rapper. Nel 2018 ha pubblicato il suo primo singolo col nome di “Gollorius”. Prima delle partite ascolta Notorious B.I.G e Vegas Jones. Mai fermo, sempre curioso: “Sono attratto dalle diversità, amo conoscere cose nuove”. Tranne le città forse, perché almeno per ora non ha intenzione di muoversi da Bergamo.

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