Basta Lautaro contro il Verona: l’Inter agguanta la Juve ed è a un punto dal Milan

La rete dell’argentino al 3′ decide la partita. I nerazzurri di Inzaghi sono terzi assieme alla Juventus

Vince senza dare spettacolo l’Inter che doma il Verona grazie a una rete di Lautaro e aggancia al terzo posto in classifica la Juventus. Il Napoli resta lontanissimo, a +10, ma in compenso Inzaghi mercoledì si giocherà il derby di Supercoppa a Riyad con il morale più alto rispetto al Milan, fermato a Lecce. Reduci dal deludente 2-2 di sabato a Monza e dal sofferto passaggio del turno in Coppa Italia, i nerazzurri confermano di non essere in un gran momento complice una mediana incerottata. Il gioco non decolla e l’Hellas, pur tirando una sola volta nello specchio, resta così in corsa fino alla fine. San Siro, ancora una volta pieno (oltre 70.000 spettatori), si aspettava di più ma alla fine applaude l’ottava vittoria di Skriniar e compagni nelle ultime 10 giornate.

NEL SEGNO DEL TORO

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Rispetto alla sofferta vittoria in Coppa Italia, Inzaghi recupera Calhanoglu, di nuovo regista con Gagliardini e Mkhitaryan ai suoi lati; in attacco riecco Dzeko insieme a Lautaro. Zaffaroni e Bocchetti invece schierano la stessa formazione reduce dalla vittoria contro la Cremonese, con Kallon e Lazovic alle spalle di Djuric. L’Hellas inizia pressando alto, come aveva fatto il Parma mercoledì, ma l’Inter approccia bene la gara e passa subito, con una bella azione di Mkhitaryn, conclusa da un tiro di Gagliardini ribattuto da Ilic. Il pallone però finisce sui piedi di Lautaro che mira il palo alla destra di Montipò e lo trafigge: per l’argentino campione del mondo è il terzo gol del 2023. Il Toro è in palla: viene stoppato con il fisico da Hien prima che possa calciare e poi da Montipò, su cross di Gagliardini. Il Verona non si scoraggia e, con i suoi uno contro uno a tutto campo, rallenta la costruzione di Inzaghi: il tecnico interista prova a ovviare abbassando Calhanoglu o sfruttando i lanci lunghi di Onana, ma, avanti di un gol, le sue attenzioni sono principalmente rivolte alla fase di non possesso. Vietato lasciare spazi tra le linee a Lazovic o agli inserimenti dei centrocampisti sulle “spizzate” di testa di Djuric, abile sui palloni alti. Ecco perché i nerazzurri finiscono per abbassarsi troppo, faticano a rendersi pericolosi e concedono qualcosa di troppo agli avversari. All’intervallo Skriniar e compagni sono comunque avanti.

ZERO SPETTACOLO

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L’Inter riparte con più voglia di far male, ma la mira non è quella giusta e così il Verona ha il tempo per riorganizzare i suoi duelli a tutto campo che obbligano a un super lavoro con i piedi Onana. Dopo 12 minuti Zaffaroni cambia qualcosa in avanti, con Sulemana per Kallon, anche se la sterzata più decisa, complice un triplice cambio (Veloso per Tameze, Magnani per Dawidowicz e Lasagna per Ilic) la dà a metà ripresa, per giocarsi il tutto per tutto. E così, dopo una prima frazione senza tiri nello specchio, Sulemana impegna il camerunese che devia in angolo. Inzaghi risponde con Correa e Asllani per Dzeko e Calhanoglu: forse pensa a gestire il match, forse proietta lo sguardo al derby di Supercoppa di mercoledì. L’Hellas resta attaccato alla partita, lotta su ogni pallone e per cercare di limitare i gialloblù, controllando il ritmo, ci vogliono anche le forze fresche di Barella e Gosens, che rilevano Mkhitaryan e Dimarco. Asllani sfiora il 2-0 con un gran tiro da fuori, il Verona risponde con tre attaccanti tutti insieme a battagliare (Djuric, Piccoli e Lasagna). Onana non corre pericoli, pur restando sotto pressione. Alla fine esulta con i compagni per l’1-0, lo stesso risultato di Inter-Napoli del 4 gennaio. Anche se 10 giorni fa la prestazione era stata… un’altra cosa.

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