Barella, Verratti e Insigne, “piccoletti” a chi? I giganti dell’Italia sono loro

Nicolò, Marco e Lorenzo: ecco come hanno annullato il divario fisico con i corazzieri belgi. E la nostra mediana ha toccato il doppio dei palloni

Era uno dei timori che ci avevano accompagnato fino alla vigilia. Non paura: quella non l’abbiamo mai avuta. Ma qualche timore sì, era comprensibile. C’era quello per Lukaku. Quello per De Bruyne. E anche quello per la fisicità e la muscolarità del Belgio. Squadra capace di abbinare bene tecnica e prestanza. Era una delle incognite, a cui sapevamo di poter replicare con le armi in dote ai nostri brevilinei: scatto, accelerazione, piedi (molto) educati. Solo che non sapevamo quanto ci saremmo riusciti. Il campo ha emesso il verdetto più dolce: la nostra mediana ha fatto una lectio magistralis ai primi della classe e i piccoletti azzurri sono sgusciati ovunque. Imprendibili con, e senza palla.

Epica

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Barella, Verratti, Insigne. Messi in quest’ordine, per statura decrescente: 175 centimetri, 165 e 163. La mediana belga era composta da Witsel, che è alto 1,86, e Tielemans – eccezione che conferma la regola e si ferma a 1,76 – ma Insigne se l’è vista anche con Meunier (191 centimetri) e Alderweireld (187). Colossi anche dal punto di vista del peso: Insigne nel primo tempo si è ritrovato spostato di un paio di metri in area dopo una leggera sbracciata avversaria. Insomma, è stato il trionfo di Davide contro Golia, che nel mondo del pallone avviene con una certa frequenza, ma che in un incrocio dal valore immenso come quello dell’altro ieri finisce con l’assumere contorni epici. Chiamatela la rivincita dei “bassi” contro i colossi, se volete. Nessuno si offenderà.

Doppiati

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Barella, Verratti e Insigne sono stati il carburante azzurro a Monaco, tessitori ed esecutori allo stesso tempo. Lorenzo si è giocato alla pari la sfida dei numeri 10 col gran maestro De Bruyne, sopraffino nonostante i guai alla caviglia, Nicolò e Marco si sono costruiti con i loro piedi e la loro applicazione tattica il primo gol. Verratti ha approfittato di un’uscita sbilenca di Vertonghen (1,89) e ha servito Barella, che ha deciso di andare in porta zigzagando fra Vertonghen – ancora lui – e Vermaelen (1,83).

E il gol di Insigne? Dopo aver trasformato Tielemans in una statua di sale, si è avvicinato all’area belga senza che nessuno dei corazzieri a protezione di Courtois gli sia andato minimamente incontro. Barella e Verratti insieme hanno sommato 156 palloni giocati, Tielemans e Witsel 84. Quasi la metà. Dove Nicolò e Marco non sono arrivati col fisico, lo hanno fatto con lo spirito, recuperando palloni in tackle. Senza mollare mai un centimetro. Ecco, appunto. E’ esattamente così che quei centimetri di dislivello sono stati annullati, facendo diventare noi i giganti.

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