Bagnaia, l’amuleto Valentino Rossi contro la Spagna e il tifo della Juve

I numeri e gli spagnoli sono contro Pecco Bagnaia. Sui secondi non c’era dubbio, i primi invece vanno analizzati con attenzione. Anche perché rispetto a un anno fa, quando il torinese si presentò a Valencia per chiudere i conti con Fabio Quartararo e la sua Yamaha spompa annichiliti dall’estate in avanti, adesso deve fare i conti con un avversario in stato di grazia mentale e tecnico che combatte ad armi pari, sulla Ducati Desmosedici GP23. Ecco perché sabato e domenica conteranno i minimi dettagli, ma servirà altro. Analizziamolo.

I numeri di Bagnaia

Partiamo dai numeri. Pecco si presenta a Valencia, 20° e ultimo atto della stagione, con 21 punti di vantaggio su Jorge Martin, il torello scatenato della Pramac. Tanti? Sì, ma decisamente meno dell’anno scorso. Allora Bagnaia volò in Spagna con un solidissimo +23 e 25 punti in palio. Gli bastò un 9° posto per interrompere 15 anni di digiuno per la Ducati e riportare sul tetto del mondo un pilota italiano su una moto italiana 50 anni dopo Giacomo Agostini con la MV Agusta. Adesso, per l’innovazione delle Sprint al sabato, i punti in palio sono 37. A fronte anche di uno zero al sabato, con un terzo posto domenica si confermerebbe campione, ma se nel 2022 aveva il 92% di chance del titolo, ora sono scese a 59,5%. Il tutto su un circuito favorevole a Martin. Pecco su 10 gare corse ne ha vinte una (unico podio per altro), Jorge su 9 ne ha conquistarte 3 con 6 podi per una media punti di 16,11 contro i 5,5 del campione del mondo. E il conto delle pole (determinante nella MotoGP di oggi) è 0-3.

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