Baby Salisburgo primo in Champions con un’età media di 22,14 anni

Un altro mondo. In Italia spesso siamo abituati a considerare giovani calciatori di 23-24 anni, ma a pochi chilometri dal nostro paese, gli austriaci ci mostrano cosa significhi veramente “età verde” applicata al calcio: il Salisburgo infatti, club sotto l’egida del colosso Red Bull e fucina di talenti da lanciare a Lipsia o nel resto d’Europa, sta primeggiando nel proprio girone di Champions League, davanti a squadre come Siviglia, Wolfsburg e Lille, con una squadra di “bambini”, come avrebbe detto una volta Josè Mourinho.

DA ADYEMI AD AARONSON: I NUOVI HAALAND – L’età media degli undici titolari più le tre sostituzioni effettuate nella gara di ieri contro il Lille è di 22,14 anni, considerando l’unico “vecchio”; il terzino Ulmer, che la alza di parecchio con le sue 35 primavere. Giovani, anzi giovanissimi, ma parecchio talentuosi: dalla punta Adeyemi, già alfiere della Germania Under 21 a soli 19 anni, fino al centrocampista Sucic, altro prospetto di fenomeno classe 2002, fino al trequartista statunitense Aaronson, 20 anni e già leader della nazionale a stelle e stiscie, e all’altro mediano Seiwald, austriaco anch’egli 20enne e dal sicuro avvenire. Niente male, per il club che ha lanciato Erling Braut Haaland e che continua a essere un’accademia senza eguali, in Europa, grazie alla perizia e alla pazienza della dirigenza e dei tecnici, pronti a far germogliare virgulti da lanciare nel calcio dei big. 

DA MARSCH A JAISSLE: NON E’ UN PAESE PER VECCHI – Il tutto in mano a un allenatore “baby”, come il tedesco ​​Matthias Jaissle, che ha appena compiuto 33 anni, tecnico dell’Under 16, dell’Under 17 e dell’Under 18, prima di sostituire Jesse Marsch, altro giovanissimo mister passato in estate alla guida dei cugini di Lipsia, alla guida della prima squadra. Insomma, Salisburgo “non è un paese per vecchi”.

@AleDigio89

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