Attento Handanovic, Radu adesso è pronto a prendersi l’Inter

Il capitano, in scadenza, non è in discussione, ma intanto si pensa al futuro. Salgono le quotazioni del suo vice rimasto per volontà dello staff tecnico

L’egemonia per la prima volta è stata messa in discussione. Non soltanto per il recente errore di Verona, costato il provvisorio vantaggio dell’Hellas. Samir Handanovic sembra aver perso lo status di intoccabile o insostituibile anche grazie alla crescita e alla fame di Ionut Radu, un vice di tredici anni più giovane e con la voglia matta di spaccare il mondo. Ed è questa la differenza rispetto al passato: da quando è sbarcato a Milano, Handanovic non ha mai avuto un vice in grado di tenerlo sulla corda o comunque di metterlo in discussione. Certo, nei primi anni di carriera nerazzurra sarebbe stato impensabile visto il rendimento da super star tenuto a lungo dal numero uno sloveno, ma negli ultimi anni Samir ha goduto di una certa “tutela” da parte del club e dello staff tecnico. In fondo, per anni non c’è mai stato bisogno di rimpiazzare Handa, che ai suoi vice ha lasciato giusto le briciole in campionato e qualche apparizione nei primi turni di Coppa Italia. Nel primo anno di Conte, l’Inter ha perso per qualche giornata il suo insostituibile capitano e ad Appiano per qualche settimana è scattato l’allarme rosso: Padelli ha fatto il meglio che poteva, ma insomma, qualche incertezza l’ha dimostrata. Così lo scorso anno è rientrato Radu, reduce da un anno e mezzo da protagonista al Genoa ma anche da sei mesi in cui era tornato a fare la riserva a Parma. Fu quello il primo segnale di bisogno di un titolare bis alle spalle di Handa. Per il secondo non si è fatto in tempo, visto il cambio in panchina. Ma Conte aveva già avvisato la società che sarebbe servito anticipare l’investimento su un nuovo portiere, nonostante Handanovic avesse ancora un anno di contratto.

ASCESA

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Ecco, fosse rimasto Conte, probabilmente Radu avrebbe lasciato in estate l’Inter per andare a riassaporare la dolce sensazione della titolarità. Il portiere è un ruolo scomodo, sei solo se commetti un errore e se parti da vice è quasi sempre impossibile rovesciare le gerarchie. Ma con l’arrivo di Inzaghi qualcosa è cambiato: Real Sociedad e Verona hanno provato fino all’ultimo a convincere l’Inter a cederlo in prestito, ma Simone e il suo staff si sono opposti e hanno trovato l’appoggio pieno della società sulla decisione. Ionut ad Appiano ha tanti estimatori, negli anni ha sempre dimostrato professionalità e rispetto per il gruppo: mai una smorfia o una parola fuori posto. Certo, la tentazione di andare a giocare è stata forte questa volta, ma il feeling che si è creato col nuovo staff è stato uno stimolo ulteriore per restare a Milano, ormai la sua seconda casa. Il nuovo preparatore Zappalà è rimasto felicemente impressionato dalla reattività del romeno, bravo anche a giocare con i piedi, come si chiede ai portieri moderni. Sintetizzando: Handanovic resta il titolare, ma in caso di necessità l’Inter si sente assolutamente in buone mani anche con Radu.

SVOLTA

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Sulla carta il confronto è impari: Handanovic vanta 517 presenze in Serie A e 391 gare totali con l’Inter, di cui è il portiere più presente della storia in campionato con 331 partite; Radu ha vissuto soltanto con il Genoa la titolarità nel massimo campionato italiano: 53 presenze totali, soltanto tre con l’Inter, due delle quali nelle ultime giornate dello scorso campionato. Però è stato protagonista nella Romania U21 (era il capitano), grande rivelazione nell’Europeo 2019 proprio in Italia. Handanovic ora ha un vice vero, anche per questo deve ridurre gli errori al minimo consentito.

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