Attenti all’Atalanta, nella settimana chiave ha una carica in più

Gasperini in finale di Coppa Italia contro la Juve e arbitro domenica della volata Champions ospitando il Milan: due partite da rischiatutto, anche per lui

La Juventus deve battere l’Atalanta domani per vincere la Coppa Italia e (forse) salvare la panchina di Pirlo. Il Milan, invece, deve battere l’Atalanta domenica per tornare in Champions League e (sicuramente) salvare la panchina di Pioli. Peccato, per le protagoniste dell’unica finale tutta italiana di Champions in un altro maggio di 18 anni fa, che l’Atalanta voglia vincere sia domani sia domenica prossima, nel segno del due.

Due come il numero di Coppe Italia conquistate nella sua storia. Due come il numero del suo eventuale piazzamento record in campionato. Basterebbero queste motivazioni per comprendere le difficoltà che attendono la Juventus, battuta per la prima volta dopo vent’anni a Bergamo esattamente un mese fa, e a maggior ragione le difficoltà che attendono il Milan, sconfitto 0-3 in casa all’andata e soprattutto umiliato con la “manita” del 5-0 alla vigilia di Natale dello scorso campionato. I risultati del campo, però, spesso smontano i facili pronostici sulla carta, come si è visto nell’ultima giornata in cui il Crotone, già retrocesso, ha raggiunto il Benevento a tempo scaduto. Oppure, per tornare al punto di partenza, come si è visto qualche ora più tardi quando il Cagliari, appena salvatosi proprio grazie al Crotone, ha costretto il Milan a fermarsi sul primo 0-0 del campionato, negandogli la qualificazione anticipata alla Champions.

Sarebbe sbagliato, quindi, pensare che domenica l’Atalanta paghi lo sforzo di domani, oppure che sia psicologicamente condizionata, nel bene o nel male, dall’esito della sfida di Coppa Italia. Anzi, in ogni caso, Zapata e compagni avranno una carica in più, per cui la Juventus e a maggior ragione il Milan dovranno fare affidamento soltanto sulle proprie forze. Con l’unica certezza che, comunque finisca la settimana, Gasperini il prossimo anno sarà ancora sulla stessa panchina, al contrario dei suoi colleghi Pirlo e Pioli. Una sconfitta domani, infatti, sarebbe più grave per la Juventus che per l’Atalanta, come una sconfitta domenica sarebbe più grave per il Milan che per la stessa Atalanta, comunque già in Champions per il terzo anno consecutivo, con tanti saluti a chi vuole una Superlega per meriti del passato e non del presente.

Ciò non significa, però, che i nerazzurri abbiano già vinto, perché la crescita tecnica deve essere parallela a quella mentale e mai come stavolta, dopo la loro strepitosa stagione, i “senza Gomez” in caso di sconfitta domani non potrebbero consolarsi con il fatto di essere comunque arrivati in finale, oppure per analoghi motivi di essersi guadagnati in anticipo il ritorno in Champions. Ecco perché saranno due partite da rischiatutto anche per l’Atalanta. Da Reggio Emilia, dove la Juventus in gennaio ha già sollevato la Supercoppa italiana, a Bergamo dove il Milan non può di nuovo toccare in fondo come nel campionato scorso.

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