Atalanta travolgente: manita allo Spezia e terzo posto insieme all’Inter

La Dea va in svantaggio per il gol di Nzola, poi un super Pasalic, Zapata, Muriel e Malinovskyi dilagano

Dal nostro inviato Marco Guidi

20 novembre – Bergamo

L’Atalanta regola lo Spezia al Gewiss Stadium per 5-2 e avanza a quota 25 punti, raggiungendo momentaneamente l’Inter al terzo posto in classifica. Non è stata però tutta una passeggiata per la Dea, in sofferenza nella prima mezz’ora contro un buon Spezia. L’allievo Thiago Motta era riuscito a complicare i piani del maestro Gasperini (prima sfida in panchina tra i due, dopo l’esperienza comune al Genoa 2008-09 – uno da giocatore e l’altro da allenatore), fino a quando i suoi non hanno perso completamente gli equilibri, imbarcando acqua sulle ripartenze atalantine e finendo per subire un passivo sin troppo largo, quasi ingiusto. Alla fine mattatore è stato Pasalic (doppietta e un assist), mentre Gasp può sorridere per il ritorno al gol anche di Muriel, oltre che del solito Zapata e di Malinovskyi. E pensare che tutto era iniziato con la rete di Nzola, poi autore di una doppietta…

PARTENZA

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Gasperini recupera Toloi in difesa, lascia a riposo Freuler a centrocampo (c’è Koopmeiners) e davanti si affida al tridente Ilicic-Zapata-Pasalic. Thiago Motta conferma la formazione che ha battuto il Torino prima della sosta, con la sola eccezione di Hristov al posto dello squalificato Nikolaou in difesa. Il tecnico italo-brasiliano replica la mossa tattica vista già contro il Torino, con Bastoni rapido ad alzarsi e Gyasi ad abbassarsi, così da trasformare il 4-3-3 in 3-5-2. La prima emozione al 4’, con Ilicic che aggancia il pallone messo in mezzo da Zappacosta e gira con il sinistro di poco a lato. Lo Spezia non resta però a guardare. Fraseggia, alza gli interni di centrocampo quando spinge e all’11’ passa a sorpresa in vantaggio. Verde si libera ai 20 metri e va al tiro, Musso devia in modo approssimativo sulla traversa e sulla respinta Nzola sentenzia con il sinistro. L’Atalanta sembra subire il colpo, fatica a reagire, ma al 18’ quasi dal nulla trova il pari: Zappacosta se ne va tra Bastoni e Sala sulla destra, cross, velo di Zapata e stoccata di prima intenzione di Pasalic a fulminare Provedel. L’1-1 stavolta galvanizza la Dea che comincia a spingere con convinzione. Al 21’ ci prova Maehle da limite: palla larga. Poi è la volta di Zappacosta: fuori. L’occasione buona l’avrebbe ancora Nzola dall’altra parte, ma l’attaccante ospite si attarda troppo nella conclusione e Toloi lo mura a pochi passi da Musso. Al 28’ squillo di Koopmeiners, in ombra nella prima parte di gara: il suo sinistro dal limite mette i brividi a Provedel, ma si spegne sul fondo.

ECCO LA DEA

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Cinque minuti dopo l’episodio che indirizza la partita: contropiede condotto da Zapata, assist per Maehle sul cui tiro Sala interviene con il braccio aperto. Abisso non fischia, ma poi si corregge dopo l’on field review: rigore. Sul dischetto va Zapata e Provedel respinge, ma il direttore di gara fa ripetere, sempre su suggerimento del Var, perché Erlic era entrato in area prima della battuta. Alla seconda chance, Duvan non sbaglia. E qui cambia la partita. Perché appena i liguri alzano la linea difensiva, l’Atalanta è letale in ripartenza. Così al 41’ Zapata si mangia Hristov nell’uno contro uno ed è freddo nel servire Pasalic per il 3-1 a tu per tu con Provedel. Lo Spezia ora è come un pugile suonato che attende il gong dell’intervallo e per poco lo scatenato Zapata non gli assesta il quarto cazzotto in 45’: Provedel stavolta para bene a terra.

GOLEADA

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L’Atalanta rientra dai 15’ di break con l’intenzione di gestire il vantaggio. Thiago Motta dopo 7’ prova a ridare vigore ai suoi inserendo Manaj per Verde. Il problema per i liguri nasce quando i padroni di casa recuperano palla e verticalizzano rapidamente, trovando sempre malmessa la retroguardia: al 9’ Maehle spreca una ghiotta occasione non servendo i compagni in superiorità numerica. Gasperini, anche in vista dell’impegno di Champions di martedì in casa dello Young Boys, comincia la sua girandola di sostituzioni: fuori Ilicic e Koopmeiners, dentro Malinovskyi e Pessina. Lo Spezia non ha più gli equilibri della prima mezz’ora e ogni volta che la Dea accelera un attimo è una chance per il poker: al 17’ Provedel respinge la botta in diagonale di Zappacosta. Sussulto ospite al 21’: dormita della difesa nerazzurra, Nzola scappa sul lancio di Maggiore e conclude forte in diagonale, Musso respinge bene con i piedi. La partita si mantiene godibile, anche se vive ormai di fiammate, come il destro dal limite di Djimsiti fuori di un soffio. O il tiro di Zapata dai 20 metri deviato in tuffo da Provedel. Al 34’ finisce la partita di Duvan, tra i migliori: entra il connazionale Muriel. Ed è proprio l’altro colombiano a calare il poker al 38’, su assist di Pasalic, dopo che Maggiore aveva sfiorato il bersaglio grosso con un destro a giro uscito di centimetri alla sinistra di Musso. Per Muriel è la fine di un digiuno che durava dalla prima giornata ad agosto (gol al Toro). Finita qui? No, ormai le porte sono aperte. Così Malinovskyi con un sinistro potente fa 5-1, ma Nzola nel recupero su azione d’angolo batte ancora Musso. E stavolta il 5-2 è definitivo.

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