Atalanta, Sartori: “Algoritmi e dati danno una mano. Ma come il campo…”

L’uomo mercato della Dea e un anno di lavoro ai tempi del Covid: “Maehle e Kovalenko visti dal vivo per due anni, non solo dal pc”

Luca Bianchin

10 febbraio – Milano

Giovanni Sartori è il responsabile del mercato dell’Atalanta. Anno dopo anno, ha scelto all’estero Gosens e Hateboer, Djimsiti e Palomino, Freuler e De Roon, più recentemente Malinovskyi, Aleksej Miranchuk, Lammers, Kovalenko. Il suo sistema di scouting funziona. In un periodo di fortissimi cambiamenti causati dal Covid, con l’impossibilità di vedere calciatori dal vivo, è interessante capire come ha adattato il suo lavoro.

Quanto cambia vedere un giocatore dal vivo o al video?

“A me non piace il video, perché so bene che molte cose lì non si vedono. Walter Sabatini è un mago di cassette e dvd, io sono l’esatto contrario. Se segui un difensore allo stadio, lo guardi sempre, anche in fase di non possesso, noti come accompagna l’azione e come accorcia. Tutto questo in tv non è visibile. Prima del Covid, non avevo mai visto un singolo video. A dire la verità, non avevo nemmeno un account Wyscout attivo. Viaggiavo tanto, magari guardavo cinque partite in tre giorni in una nazione e tornavo. Ora è differente, passo anche tre ore al giorno al computer. I nostri osservatori arrivano a sei ore”.  

Come cercate i giocatori al video?

“In tutti i modi. Facciamo ricerche per campionato, poi approfondiamo con analisi squadra per squadra e giocatore per giocatore. Generalmente fanno così tutti, con logiche differenze. Chiaro che il Chelsea magari guarda Milan e Inter e, senza voler offendere nessuno, non studia i giocatori di Crotone o Spezia”.

Quante persone lavorano con lei? Il Covid ha portato assunzioni o licenziamenti tra gli osservatori?

“Noi siamo sempre gli stessi scout: una quindicina per la sola prima squadra, tutti riconvertiti al video. Sì, sono tanti: spendiamo molto in questo, è il nostro modo di lavorare”.

A gennaio l’Atalanta ha preso Maehle e Kovalenko. Li avete scelti per quello che avete visto al pc?  

“No, li abbiamo presi perché per due anni li abbiamo visti dal vivo. Spendere 10 milioni per un calciatore visto solo al video non sarebbe semplice. Ora però, anche quando torneremo a viaggiare, mi preparerò guardando i giocatori al pc. Il video è utile”.

A proposito, quando tornerete a poter guardare qualche partita allo stadio?

“Io qualche partita sono riuscito a vederla, grazie a colleghi che mi hanno gentilmente accreditato. Sono tornato a vivere”.

Ultimo capitolo: i dati. È quello il futuro?  

“Abbiamo un accordo con Wallabies, startup che suggerisce calciatori grazie a un algoritmo, e le informazioni che arrivano sono interessanti. L’algoritmo ci dà una mano, poi sta a noi valutare quei dati e unirli alle nostre conoscenze. Il giudizio finale, ovviamente, è sempre nostro”.

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