Assist, “visioni” e il ruolo perfetto: chi è Faivre e perché il Milan lo vuole

A Brest ha mostrato di saper giocare sia da esterno d’attacco che dietro il centravanti. I rossoneri non sono intenzionati a pagarlo almeno 15 milioni come vorrebbero i bretoni, ma la distanza è colmabile

Avanti di questo passo, sarà il caso che gli italiani del Milan imparino il francese con la stessa velocità con cui Giroud sta apprendendo la lingua di Dante… È solo una battuta, ma se davvero il Milan perfezionerà l’acquisto di Romain Faivre, il gruppo di francofoni in rossonero accoglierà un nuovo membro, dopo Maignan, Hernandez, Giroud, Kalulu, Bennacer, Kessie e Ballo-Touré. D’altronde, con un responsabile dello scouting come Geoffrey Moncada, non c’è da stupirsi: la sua conoscenza delle varie Ligue d’Oltralpe è enciclopedica e se deve scommettere su un nome da consigliare al d.t. Maldini e al d.s. Massara, beh, è probabile che si tratti di qualcuno che rientri in quel blackground. Il Monaco, club a cui Moncada ha prestato i suoi servigi fino al 2018, acquistò Faivre dal Tours nel 2017, per poi rivenderlo al Brest l’anno scorso: ora, dopo una stagione più che positiva, il talento più abbagliante dei bretoni potrebbe rifare la valigia e trasferirsi a Milano.

La trattativa

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Nelle ultime ore, infatti, il nome di Faivre pare aver sopravanzato quello di Jesus Corona come mezzapunta di rinforzo. E non solo perché il Diavolo in Champions ha incrociato la strada del Porto, club per cui è tesserato il messicano: sono proprio le caratteristiche del 23enne francese a sposarsi meglio coi piani di tattici di Stefano Pioli, che da tempo ha manifestato di gradire l’innesto di un giocatore capace di giocare sia da esterno destro d’attacco che da numero 10. “Non sono vincolato a moduli e sistemi, stiamo lavorando sui nuove costruzioni di gioco e non cerchiamo un clone di Calhanoglu”, ha detto Pioli prima e dopo il match con la Samp. Ma Faivre ha indubbiamente le qualità che gli piacciono. Difficile che il Milan arrivi ai 15 milioni che chiuderebbero la partita col Brest, ma la distanza per l’acquisto a titolo definitivo del cartellino non è incolmabile: evoluzione attesa da qui alla chiusura del mercato.

Profilo

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La prima cosa che balza all’occhio, guardando Faivre muoversi in campo, è la velocità con cui legge le situazioni e intuisce gli sviluppi delle azioni. Lo fa quando c’è da accorciare per ringhiare in pressing alto sui portatori di palla avversari, lo fa quando c’è da rubare il tempo alla difesa con un passaggio filtrante (specialità della casa) o un colpo di tacco mai fine a se stesso. Sinistro non male, ma non sono i 6 gol messi a segno nella scorsa stagione ad aver colpito la dirigenza rossonera: è più la facilità di inventare assist a ingolosire, la velocità d’esecuzione. E poi sa dribblare: più volte, nella passata stagione, Pioli aveva lamentato l’assenza in rosa di un elemento capace di saltare secco l’uomo con partenza da fermo, creando la superiorità numerica. Che sia davvero lui, alla fine, il famoso Mister X?

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