Aquilani in crisi con il Pisa: “Chiedo scusa a tutti”

Nel giorno del 115° anniversario della sua fondazione il Pisa di Aquilani prende atto di essere tornato in un limbo anonimo. Di delusione in delusione la squadra si trascina verso l’epilogo di una stagione che lascerà dubbi e incertezze per il futuro a cominciare dalla panchina. Ora il raggiungimento della quota playoff è sempre più una chimera, mentre si affaccia l’incubo di finire coinvolti nella bagarre per evitare i playout: se Aquilani sbaglia anche la partita con la Feralpisalò che affronterà senza la difesa titolare (Caracciolo, Canestrelli e Leverbe sono squalificati) il rischio sarà incombente considerando anche la successiva trasferta di Bari. Senza dimenticare comunque che i nerazzurri, al di là dei moduli adottati (difesa a 3 o a 4) hanno incassato 9 reti nelle ultime 3 partite dimostrando una fragilità e una costanza negli errori individuali e di reparto davvero inspiegabili. Il gran possesso palla non aiuta per niente così come il trovarsi spesso nell’uno contro uno. Tutte situazioni che non sono state corrette o non si riesce a farlo. 

Pisa, Aquilani si scusa 

Il fatto. Una stagione così ondivaga, fra alti e bassi, risultati arpionati in qualche modo e sconfitte beffarde sono il sinonimo di un equilibrio di squadra mai trovato. A Brescia si è toccato il fondo dell’insipienza: palleggio senza costrutto, incapacità di creare azioni pericolose (il primo vero tiro in porta è arrivato a ripresa inoltrata) e fragilità anche mentale. «Dobbiamo semplicemente chiedere scusa a tutti», l’amaro commento a fine partita di un disarmato Aquilani che si è anche assunto la responsabilità per la situazione che si è venuta a creare. Sembra di rivedere il film delle ultime sette partite della passata stagione quando il Pisa che era stato capace di un’autorevole rimonta dopo il ritorno di D’Angelo, perse all’improvviso ogni filo logico e concluse l’anno nel semianonimato. 

Missione riscatto

Per l’ennesima volta, il Pisa proverà a ripartire risolvendo innanzi tutto il problema reparto arretrato. Senza Caracciolo, Canestrelli e Leverbe, Aquilani dovrà per forza di cose arrangiarsi. L’unico centrale di ruolo a disposizione è l’islandese Hermannsson al quale potrebbe essere affiancato Calabresi (il peggiore a Brescia) oppure il jolly De Vitis non nuovo a ricoprire questo ruolo e tra l’altro bravo anche a far ripartire l’azione con l’unico limite di essere stato impiegato fin qui solo per 13’ nella trasferta di Palermo. In un’ipotetica difesa a tre, invece, a Calabresi e Hermannsson potrebbe essere affiancato Beruatto talvolta impiegato in questo ruolo anche se non con grandi risultati. Aquilani sfoglierà la margherita, certo è che qualcosa dovrà per forza cambiare nel modo di proporsi a un avversario particolarmente insidioso in trasferta. 

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