Anna Magnani, Gassman, Venditti e… Quando il derby di Roma diventa arte

Lazio-Roma ha ispirato registi, attori, personaggi celebri e cantautori. Ecco come il derby della Capitale occupa un posto speciale nella nostra cultura: a partire dal lontano 1943

Alcuni appuntamenti sportivi fanno parte della cultura di massa. E il derby di Roma è uno di questi. Una partita che ha sempre regalato emozioni fortissime (sul campo e fuori), capace di scaldare l’animo dei tifosi per settimane intere. Così, il derby della Capitale ha ispirato registi e musicisti, offrendo al grande pubblico scenette comiche, battute e canzoni indimenticabili. E quando l’arte incontra il calcio… Lo spettacolo è garantito!

ANNI ’40

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Aldo Fabrizi, Alberto Sordi, Vittorio Gassman. I grandi interpreti della commedia all’italiana hanno “partecipato”, con il volto e con la voce, al derby di Roma. Anno 1943, nelle sale cinematografiche viene proiettato il film “Campo de’ fiori” di Mario Bonnard con Aldo Fabrizi e Anna Magnani. Il titolo dice già tanto: la bella piazza di Campo de’ Fiori (nel cuore di Roma), simbolo dello spirito popolare romanesco, ruba la scena. E quella frase “Capirai, Roma-Lazio: e chi se lo perde!” pronunciata da Aldo Fabrizi si incastra alla perfezione con il resto dell’opera. E poi, la prima battuta sulla stracittadina non si scorda mai…

“NANNARELLA”

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Ancora lei. Anna Magnani è stata l’attrice simbolo del cinema italiano, protagonista del film “Bellissima” del 1951 (di Luchino Visconti) insieme a Walter Chiari. Celebre la scena della radiocronaca del derby della Capitale sulle rive del Tevere. Con lui laziale e lei che si fingeva romanista…

ALBERTONE

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Si pensa alla Roma e inevitabilmente anche al grandissimo Alberto Sordi. Il legame indissolubile con le sue origini è il tratto più caratteristico del personaggio. Alla sua Roma ha dato tanto e lei ha ricambiato. Tra i suoi “pezzi forti”, naturalmente, il derby della Capitale. Un evento sacro. La pernacchia al telefono contro “Peppino il laziale”, nel film “Il marito”, è passata alla storia. E poi, “Un giorno in pretura”, del 1953, con Albertone nei panni di Nando Mericoni. Condannato a tre mesi di carcere per oltraggio al pudore, cercò di vendicarsi contro il pretore laziale (Peppino De Filippo), incontrato per caso allo stadio, che aveva firmato la sua sentenza. Gli ordinò di gridare al derby: “Forza Roma!”. E al rifiuto, minacciò: “Ti mangio il naso!”.

GASSMAN, PIPPO FRANCO E…

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Più avanti, esattamente nel 1963, Vittorio Gassman è tra i protagonisti del film ad episodi diretto da Dino Risi “I mostri”. La sua esultanza sugli spalti è una perla del cinema. “Forza Roma, forza lupi”. Vent’anni dopo, nel 1982, esce al cinema “Il tifoso, l’arbitro e il calciatore” di Pier Francesco Pingitore con un’altra scenetta indimenticabile. Pippo Franco, nei panni del romanista Amedeo (figlio del titolare del “Bar Forza Lupi”), è fidanzato con Patrizia, figlia del commendatore Pecorazzi, proprietario dell’azienda in cui lavora e tifosissimo della Lazio. Come portarlo dalla sua parte? Fingendosi un fan biancoceleste! Con un obiettivo: guai a farsi scoprire dal padre romanista e cardiopatico. Un’altra scena cult quella di Christian De Sica travestito da Aquila in “Tifosi”, commedia del 1999. Sempre lui era stato “Don Buro”, l’arbitro laziale in “Vacanze in America” del 1984 con i romanisti “capitanati” da Claudio Amendola.

IL DERBY IN MUSICA

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Insomma, il derby di Roma si respira nell’aria. Si gioca all’Olimpico, al bar, per strada, al cinema ma anche nella musica. E sono diversi gli artisti che hanno trasformando la passione in melodia. Palesemente, come Antonello Venditti, romano e tifosissimo giallorosso. Tra i vari capolavori, spicca “Roma Roma Roma”, con il titolo originale “Roma (non si discute si ama)”, che divenne poi l’inno del club. E pensare che sul lato B del singolo era presente “Derby” che conteneva “cori, suoni e rumori” registrati durante il derby Roma-Lazio del 1º dicembre 1974. E se i tifosi giallorossi si emozionano ancora ascoltando queste note, i laziali fanno lo stesso con “I giardini di marzo”, resa immortale da Lucio Battisti. “Mio figlio era un grande laziale, amava andare allo stadio senza farsi riconoscere”, svelò il padre Alfiero. Un’affermazione smentita poi dal nipote di Battisti, Andrea Barbacane. Ma certo è, che la curva della Lazio lo ha adottato. “Cieli immensi e immenso amore” è un ritornello familiare, e caro, da quelle parti all’Olimpico.

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