Angelo Borges, che storia nel Santos: debutta a 15 anni, prima del mitico Pelé

A Vila Belmiro, nella casa del Santos, hanno visto nascere un genio come Pelé, un campione come Neymar, un attaccante come Robinho (che nelle giornate di grazia faceva la differenza) e un talento appena sbocciato come Rodrygo, diciannove anni, preso nel 2019 dal Real Madrid per 45 milioni e a segno contro l’Inter in Champions League. Non è finita, però: domenica scorsa, durante la gara vinta per 3-1 con il Bahia, il tecnico Cuca ha mandato in campo per cinque minuti Angelo Borges, quindici anni, ala destra, dribbling e finte, maglia numero 27, l’ultimo gioiello di un club che ha sempre investito sui talenti e continua a cercarli anche nel “futbol callejero”, il famoso calcio di strada.

PELE’ E COUTINHO – Angelo Gabriel Borges Damaceno, questo il suo nome completo, è nato il 21 dicembre del 2004 a Brasilia. Cuca lo sta facendo allenare spesso con la prima squadra e lo aveva già fatto debuttare nel “Brasileirão” il 25 ottobre, al Maracanà, contro il Fluminense. Nella settimana dell’ottantesimo compleanno di Pelé, Angelo si è tolto la soddisfazione di esordire – a livello anagrafico (15 anni, 10 mesi e 4 giorni) – prima del mitico “O Rey (15 anni, 10 mesi e 15 giorni), diventando così il più giovane bambino d’oro del Santos dopo Coutinho, che giocò – nel 1958 – la sua prima partita a 14 anni, 11 mesi e 6 giorni.

CLAUSOLA – Angelo ha firmato il 23 ottobre un pre-contratto da professionista negli uffici della società, davanti ai dirigenti Felipe Ximenes e Jorge Andrade. Erano presenti anche i suoi genitori. La documentazione verrà depositata negli uffici della federazione brasiliana solo dopo che il baby avrà compiuto sedici anni, nel rispetto delle regole previste dalla Fifa. Il Santos includerà nell’accordo anche una ricchissima clausola di rescissione, come ha già fatto con Kaio Jorge, centravanti della nazionale Under 20 che piace alla Juventus. “La mia prima partita a Vila Belmiro – ha raccontato a Globo Esporte – è stata una grande emozione. Un onore giocare sul campo dei miei idoli Pelé, Robinho e Neymar. Qui ho trascorso quasi tutta la mia infanzia, devo ringraziare Dio, sto vivendo momenti meravigliosi”.

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