Ancora Vlahovic: la Viola vince a Udine 1-0 e torna in zona Champions

Decide un rigore dell’attaccante serbo: terza vittoria consecutiva in trasferta per una Fiorentina che dopo il gol soffre terribilmente i padroni di casa che però non riescono mai a trovare il pari

Dal nostro inviato Francesco Velluzzi

26 settembre – Milano

Le stranezze del calcio. L’Udinese domina letteralmente la sfida con la Fiorentina. Mette energia, cuore, tecnica, e, nella ripresa, anche tiri in porta ma dalla Dacia Arena è la Viola che va via con i tre punti in tasca. Tutto grazie al rigore trasformato da Vlahovic dopo 16 minuti. Da quel momento hanno giocato solo i bianconeri di casa che, però, non hanno trovato prima la via della porta, poi, quando, dopo 55 minuti, hanno cominciato a tirare, trascinati da un Deulofeu stellare, sono incappati in Dragowski bravo a respingere tutto. La Fiorentina vola ai piani alti a quota 12 giocando la peggior partita della stagione, ma in cui per la prima volta non subisce gol. L’Udinese resta a quota sette, con tre sconfitte di fila (le altre due con Napoli e Roma), due di queste in casa, e zero gol segnati in queste tre sfide che erano sicuramente proibitive in partenza, ma che lasciano tanta amarezza perché sia con la Roma che con la Fiorentina la squadra di Gotti ha dominato almeno un tempo, stavolta molto di più.

Primo tempo

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Prima di cominciare il pubblico della tribuna saluta con affetto Marek Jankulovski venuto a salutare lo stadio in cui è esploso da calciatore bianconero. Più staccato Nico Gonzalez, squalificato, beve il mate in divisa viola. Ma ecco le squadre. Gotti tiene lo stesso terzetto difensivo che gioca da inizio campionato, ma lascia in panchina Molina, colpevole nelle ultime due gare, a vantaggio dell’emergente 2002 francese Soppy sulla corsia di destra, a sinistra c’è Stryger Larsen. L’altra novità è davanti dove con Deulofeu gioca il lungagnone portoghese Beto, anche lui alla prima da titolare. Serve per spizzare, fare sponde in mezzo e colpire di testa sui cross degli esterni. Nel 4-3-3 di Vincenzo Italiano ci sono Callejon e Saponara a fare da esterni d’attacco con Vlahovic in mezzo come previsto. La Fiorentina pressa sempre alto, ma i primi 15 minuti dicono poco o nulla. Ci pensa, però, l’arbitro Ghersini a ravvivare la sfida assegnando con l’aiuto della Var e con le proteste viola, un rigore per un fallo di Walace su Bonaventura in area. Ci sarebbe parecchio da discutere, ma dal dischetto Vlahovic non sbaglia. L’Udinese capisce che deve reagire. Arslan costringe subito al fallo da giallo Martinez Quarta. La Fiorentina entra con decisione, Ghersini non sempre fischia, ma la protesta bianconera sale quando Deulofeu che ruba palla al lento Milenkovic si invola e in area va giù per un contatto con Martinez Quarta. Per Ghersini è tutto regolare. Deulofeu è inarrestabile, Walace recupera sempre il pallone che viene affidato spesso a destra a Soppy che a volte pasticcia a volte trova l’imbucata buona o crea pericolo. L’Udinese domina ma in porta non tira mai, aumentando l’astinenza. La Fiorentina tiene botta soprattutto con Duncan che gioca da mezzala a destra ma è l’equilibratore di tutto recuperando di tutto e impostando bene. Anzi al 39’ rischia pure il raddoppio della Fiorentina per una sgommata di Odriozola che calcia facendo attraversare al pallone tutto lo specchio della porta.

Secondo tempo

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Dagli spogliatoi non esce Soppy che lascia il posto a Pussetto per un’Udinese più offensiva che si mette a quattro, giocando col 4-2-3-1 con Pereyra, Pussetto e Deulofeu alle spalle di Beto. Spazio anche a Makengo al posto di Arslan che era a rischio dopo il giallo preso a fine primo tempo per un litigio con Bonaventura, peraltro in fase di possesso nell’area avversaria. Gli effetti si vedono perché al 10’ Pereyra semina tutti e serve Beto che calcia bene ma trova le manone di Dragowski. L’Udinese continua a far la partita, Walace recupera e gestisce palloni, la Viola prova a usare il corpo di Vlahovic per salire, ma il duello con Nuytinck è molto fisico ed è quasi sempre a favore dell’olandese. Ci prova anche Makengo, ma c’è sempre Dragowski. Italiano cambia pure lui: fuori Biraghi e dentro Terzic. Poco dopo rivoluzione: escono Martinez Quarta, Bonaventura e, a sorpresa, anche Duncan, il migliore fin qui. Dentro Nastasic, Malleh e Amrabat. Dal cambio la viola esce distratta perché un altro errore di Milenkovic sta per costare caro con Beto che parte. L’Udinese vuole e merita di recuperarla. Gotti è ancora più spregiudicato: dentro Molina e Udogie per avere maggiore spinta, fuori anche il pilastro della difesa Nuytinck. Ma Silvestri deve respingere su Saponara che prova a chiuderla da fuori area. L’Udinese assedia però la Fiorentina con Deulofeu che diventa inarrestabile, Odriozola vede le stelle con lo spagnolo che a sinistra è una furia. In campo va pure Samardzic. Proprio un assolo dello spagnolo costringe il portiere polacco a un altro salvataggio e Beto non riesce a buttarla dentro. È, invece Italiano che sta sempre fuori dall’area tecnica a sbracciarsi. Ci sono proteste anche per un fallo su Pussetto, ma Ghersini, insufficiente, al netto degli episodi da rigore, non fischia assolutamente nulla. Deulofeu non si arrende, ma il muro viola resiste anche grazie ad Amrabat e la Fiorentina porta a casa tre punti davvero insperati.

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