Ancelotti e i ricordi di Napoli: “La scelta del ritiro rovinò tutto, ma nessun conflitto”

A poche ore dalla semifinale stellare di Champions League che vedrà il suo Real Madrid affrontare il Manchester City, Carlo Ancelotti ha svelato le proprie emozioni e parlato in generale del momento della squadra in un’intervista concessa a Jorge Valdano.

Ancelotti e l’addio al Napoli: “Nessun conflitto con De Laurentiis”

L’ex attaccante e dirigente del Real e della nazionale argentina, oggi giornalista per ‘Movistar +’ e conduttore di ‘Universo Valdano’, è riuscito a strappare ad Ancelotti anche un pensiero, all’insegna del “politically correct”, sulla breve e poco felice esperienza sulla panchina del Napoli tra l’estate 2018 e il dicembre 2019: “Napoli è la città più bella del mondo dove andare in vacanza – ha detto il tecnico emiliano – Dopo gli allenamenti pomeridiani prendevo una barca e andavo a cenare a Capri. È un buon club in Italia, con l’esigenza di arrivare tra le prime quattro. Nel secondo anno ho discusso con il club per un ritiro che loro volevano e io no. Nessun conflitto, non mi piace litigare“.

Da Ancelotti a Spalletti: il Napoli finisce ancora in ritiro

Il periodo trascorso da Ancelotti a Napoli è tornato d’attualità nelle ultime ore dopo la decisione della società di mandare la squadra in ritiro dopo la sconfitta di Empoli, che ha ricordato da vicino quanto successe nel dopo il ko con la Roma del novembre 2019, con quel ritiro e il successivo “ammutinamento” che aprì una crepa poi non sanata tra De Laurentiis e il tecnico emiliano, esonerato dopo poche settimane.

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Ancelotti e i giocatori di oggi: “Chi smette non ha voglia di allenare”

Tornando al Real attuale Ancelotti ha confessato l’emozione per l’ottava semifinale di Champions League della carriera, tante quante José Mourinho ed una sola in meno rispetto proprio a Pep Guardiola, avversario di turno e primatista assoluto a quota nove. Infine, una battuta sulla rabbia di Tony Kroos per la sostituzione subita contro il Chelsea e un curioso parallelo con i propri tempi da calciatore: “Alla vigilia di una partita così importante hai due pensieri contrastanti, la preoccupazione per le difficoltà che si possono presentare e la gioia di poterla giocare. La rabbia di Kroos? Durante la mia ultima stagione al Milan Capello mi mandava spesso in panchina o in tribuna, io mi arrabbiavo e lui mi diceva ‘Quando sarai allenatore capirai’. Oggi in effetti capisco perfettamente. Penso che la grande differenza tra i giocatori di oggi e quelli dei miei tempi è che oggi chi è vicino al ritiro ha meno voglia di allenare. Magari vogliono restare nel mondo come opinionista o direttore, ma non come tecnici…”.

Ancelotti: "La storia del Real conta. Si deciderà tutto al Bernabeu"

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