Amauri: “A Conte piacevo, avrei giocato ancora alla Juve. Ma Marotta…”

L’ex attaccante brasiliano si racconta. Dall’arrivo in Italia alle stagioni con Chievo, Palermo fino all’arrivo in bianconero, con uno sguardo rivolto al futuro: “Voglio dare un’opportunità ai ragazzi meno fortunati”

Prima dell’arrivo in Italia il calcio era solo un sogno, a lungo inseguito e accarezzato solo in “tarda” età anche nella sua terra natia, il Brasile. Nessun passaggio dai settori giovanili, pochissime opportunità per potersi mettere in mostra. Amauri lavorava per poter aiutare economicamente la propria famiglia, ma credeva in sé stesso. A 18 anni, grazie all’amico Antonio che vide qualcosa di speciale in lui, riuscì a rimediare il suo primo provino con il Santa Catarina.

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