Amarcord Ibrahimovic: “Il Manchester United è la miglior squadra inglese”

Che a Zlatan Ibrahimovic piaccia andare controcorrente non lo si scopre certo oggi che la carriera del fuoriclasse svedese sta per scrivere gli ultimi capitoli. Ma che l’attaccante del Milan provi addirittura “gioia” nell’essere “odiato” non era facile immaginarlo. Questa però è la confessione che Ibra ha regalato nel corso dell’intervista rilasciata a ‘Espn’ e della quale nei giorni scorsi era già stato anticipato un estratto.

Zlatan Ibrahimovic e i ricordi di Manchester

Nella parte della chiacchierata concessa al “Gab & Juls Show” divulgata dalla tv statunitense Ibrahimovic si è concentrato in particolare sui ricordi del biennio trascorso al Manchester United, segnato dalla conquista di tre trofei, ma anche dal più grave infortunio subito da Zlatan in carriera, la rottura del crociato del ginocchio destro dell’aprile 2017 contro l’Anderlecht nel ritorno dei quarti di finale di Europa League, competizione che la squadra allenata all’epoca da José Mourinho avrebbe poi vinto in finale contro l’Ajax, con Ibrahimovic a festeggiare in stampelle nella sua Svezia, a Solna. 

Da Ibrahimovic a Donnarumma, l'elenco dei top player assistiti da Raiola

Guarda la gallery

Da Ibrahimovic a Donnarumma, l’elenco dei top player assistiti da Raiola

“In Premier mi odiavano e io mi esaltavo”

L’attaccante del Milan ha raccontato cosa lo abbia spinto ad accettare la proposta dei Red Devils: “Andare a giocare in Premier fu elettrizzante perché da quelle parti tutti erano contro di me. Il problema è che dopo tre mesi iniziai a piacere alle stesse persone che non mi volevano, ma paradossalmente in quel momento io ho smesso di divertirmi. Adoro quando la gente mi odia perché penso che così si riesca a tirare fuori il meglio di se stessi”.

Nuovo record di Ibra, superato Totti

Guarda il video

Nuovo record di Ibra, superato Totti

La regola di Ibra: “Facile andare in una squadra che vince…”

Insomma, il solito, incorreggibile Zlatan, che tuttavia stupisce assai meno quando argomenta di aver sempre gradito trasferimenti in squadre che non erano all’apice delle rispettive storie: “Ritengo sia troppo facile andare a giocare in una squadra che sta già vincendo. Molto più difficile e stimolante è provare ad aiutare una squadra a tornare vincente, in modo da diventare parte integrante della sua storia”. Sembra, in fondo, di rivedere la storia recente del Milan dopo la scelta di Ibra di tornare a vestire la maglia rossonera nel gennaio 2020, quando non solo lottare per lo scudetto, ma anche per un posto in Champions League, sembravano traguardi lontani per il Diavolo. E alla fine c’è anche spazio per una dichiarazione d’amore in piena regola per lo United: “Sono felice di aver giocato per lo United, che ritengo sia la miglior squadra inglese. Penso che quella che feci sia stata la miglior scelta possibile in quel momento“.

Precedente De Zerbi: "Senza campionato lascio lo Shakhtar" Successivo De Zerbi: "Lascio lo Shakhtar se il campionato non riprende"

Lascia un commento