Alvarez? Il presente è Ibra-Giroud. E hanno un girone per convincere il Milan

Mentre il club valuta profili più giovani, per la corsa allo scudetto si affida all’esperienza: Zlatan punta al rinnovo, Olivier vuole dimostrare di poter giocare con continuità

Julian Alvarez del River Plate. Tra i nomi che circolano in orbita Milan per il futuro (estivo, più che invernale) è sicuramente uno dei più accattivanti. Un po’ perché l’attaccante, quando si tratta di mercato, in genere solletica la fantasia dei tifosi meglio di quanto facciano il centrocampista o il difensore; un po’ perché parliamo di un gioiellino che segna tanto, ha il gusto dell’assist e a 21 anni è già nel giro della nazionale argentina.

Non è un caso che Julian piaccia a tutti, con l’Inter in prima fila in quello che potrebbe diventare un derby milanese per accaparrarselo. Stesso discorso per Randal Kolo Muani, l’obiettivo che oggi sembra più caldo in chiave rossonera: è su giocatori di questo tipo che la proprietà Elliott ama investire. Per il Milan, rispetto alla situazione attuale, sarebbe un netto cambio di scenario: oggi i centravanti Ibrahimovic e Giroud sommano 75 anni in due, mentre il più giovane in quel reparto, Pellegri, fa davvero molta fatica a trovare continuità dal punto di vista fisico.

Contratti

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Ibra e Giroud sono i due vecchi leoni che non mollano. Entrambi si vedono protagonisti in rossonero anche nella prossima stagione, ma sia lo svedese che il francese dovranno sfruttare al meglio il tempo a disposizione da qui a fine maggio, se vogliono conservare la centralità in questo Milan, che intende progredire anno dopo anno. Partiamo da Zlatan, miglior marcatore stagionale per Pioli con 7 reti in 15 presenze. Sta dimostrando di essere ancora una risorsa preziosa per il Diavolo? Certamente sì. Ma il rinnovo del contratto che scade a giugno non è una formalità, nonostante il valore immenso del giocatore: dipenderà dalle richieste dell’agente Raiola, dalla volontà del club di accoglierle e soprattutto dall’integrità atletica che Zlatan dovrà conservare fino all’estate. Per Giroud il quadro è diverso, essendo legato al Milan fino al 2023. Ma tra Covid, schiena dolorante e acciacchi vari, fin qui il suo primo anno rossonero è stato ben poco scintillante: occorre recuperare posizioni, per un 2022 da vero numero 9 di una big come il Milan.

Rapporti

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Ogni partita, quando ci sono di mezzo Ibrahimovic e Giroud, si trasforma in un duello interno per il posto da titolare. Con tutti gli infortuni e i contrattempi che ha dovuto affrontare in questa stagione, Pioli non ha avuto modo di inventarsi qualcosa di diverso dall’amato 4-2-3-1, che prevede una sola prima punta: c’è stato spazio per brani di “Ibroud”, ovvero di momenti in cui i due giganti sono stati schierati insieme, ma è accaduto quasi sempre quando c’era la necessità di sbloccare o ribaltare punteggi sfavorevoli. I problemi fisici che hanno coinvolto ora l’uno ora l’altro, uniti alle normali logiche di turn over, hanno evitato che questo ballottaggio si riproponesse partita dopo partita. Ora, però, entrambi stanno bene e la concorrenza interna è argomento d’attualità. Si rispettano, Ibra e Giroud: magari non saranno amiconi da vacanze insieme come Bonucci e Chiellini, ma i rapporti tra i due sono buoni. Il primo passo in questo senso lo fece Ibra, quando accolse “Oli” al Milan manifestando il suo gradimento per l’innesto di un grande giocatore in rosa. Il resto è sana rivalità di campo, la fame degli attaccanti per trovare il proprio spazio ed essere protagonisti fino in fondo. Oggi come domani.

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