Altobelli: “Italia, Immobile e Belotti non all’altezza. Spero in Kean”

TORINO – Alessandro “spillo” Altobelli, come milioni di italiani, ha visto “l’agonica” partita dell’Italia a Belfast. Ha sofferto, ha imprecato, ha tifato fino a deprimersi per un risultato che ci costringe ancora una volta agli spareggi di marzo per raggiungere i mondiali in Qatar. Eppure siamo i campioni d’Europa in carica, quelli che hanno compiuto l’impresa, che solo pochi mesi beffavano l’Inghilterra a casa propria e conquistavano quel trofeo che mancava dal 1968. Ma la realtà dice che quello spirito, quella furia agonistica, quella lucidità che ci ha permesso di laurearci campioni d’Europa si è preso in mille rivoli, tra infortuni, indecisioni, gravi errori e amnesie collettive e individuali tali da compromettere il cammino e di spedire la modesta Svizzera, peraltro non al completo, direttamente si mondiali.

Altobelli, brutto epilogo per la nostra Nazionale quello dell’altra sera.

«Già. Ma sono convinto che a marzo saremo pronti sotto tutti i punti di vista e riusciremo a staccare il biglietto per il Qatar. Questa Nazionale possiede valori tecnici importanti e il carattere giusto per rimettere a posto le cose»

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C’è, evidente, un grande problema in questa Italia: l’attacco. Gli interpreti non paiono all’altezza e già da tempo…

«Io ho sempre creduto in Immobile e Belotti. Ma in campo internazionale faticano nonostante le tante reti che segnano in campionato. In Nazionale occorrono qualità che loro non possiedono. Brutte bestia il mestiere dell’attaccante: se non segni finisci nel mirino non solo della critica. Tuttavia, se ci riesci, i meriti di una vittoria sono in gran parte tuoi. Ora loro, come gli altri attaccanti che orbitano in azzurro, devono far tesoro delle critiche e utilizzarle come stimolo per migliorare»

Ma bomber di qualità italiani non ce ne sono e per Mancini è un bel problema.

«Il nostro ct ha fatto di tutto per risolvere il problema del gol. Ha ruotato tutti gli elementi disposizione, ha giocato col falso nueve, ha alzato gli esterni, ha creato un gioco con inserimenti dei centrocampisti, insomma, ha provato di tutto. Scamacca non è ancora pronto, Raspadori non è centravanti, meglio come esterno, forse il solo Kean, se cresce ancora un pochino, può essere l’uomo giusto. Tutti questi, però, non hanno continuità. E quindi il compito di Mancini, in questi mesi che mancano agli spareggi, sarà quello di individuare un attaccante in grado di rispondere alle esigenze della squadra. E soprattutto che faccia qualche gol. Lucca? E’ ancora un ragazzo, attenzione a non bruciarlo prima ancora di vederlo stabilmente in A».

Tutta l’intervista sull’edizione di Tuttosport

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