Allenatori, mercato bollente in Europa: Simeone e Luis Enrique in bilico

Erik ten Hag, pur con risultati decisamente peggiori, è l’Allegri della Premier: nella crisi d’identità senza fine del Manchester United, lui continua a lanciare giovani rifacendosi al modello Ajax. Nonostante questo, il 6° posto a -11 dalla zona Champions è una macchia indelebile che a fine stagione pagherà quasi certamente con l’esonero. L’estate sarà foriera di cambiamenti per il campionato più ricco e seguito del pianeta; assisteremo, ad esempio, all’ennesima rivoluzione in casa Chelsea a causa della deludente esperienza di Pochettino, mentre a Liverpool terminerà il lungo ciclo Klopp ma per una scelta personale del tecnico, legata alla necessità di staccare la spina per le troppe pressioni. Lo stesso pensiero ha già indirizzato la scelta di Xavi di lasciare Barcellona, nonostante più di qualcuno in Catalogna stia facendo pressioni per farlo restare. Le panchine dei blaugrana e dei Reds sono tra le più ambite al mondo, logico aspettarsi che ci sia una corsa disperata ad accaparrarsele. Vi parteciperanno allenatori emergenti e tecnici che ambiscono a compiere uno step di crescita, come Arteta dell’Arsenal ed Emery dell’Aston Villa, oppure chi punta a rientrare dopo lunghi stop come Zidane e Conte.  

Simeone e Luis Enrique traballano 

Non è sicurissimo di rimanere in sella nemmeno Luis Enrique, anche se il suo progetto al Psg è appena partito: molto dipenderà dalla conquista o meno di una Champions inseguita per anni dal club parigino (e con oltre 1,5 miliardi spesi sul mercato), eppure le sue metodologie di lavoro hanno spesso creato contrasti e tensioni sia in società sia nello spogliatoio e potrebbero portare a un addio anticipato. In Spagna si discute, e sempre più spesso, pure del futuro di Simeone. Il Cholo guida l’Atletico dal 2011, ma anche ieri in conferenza stampa ha fatto intendere che la scadenza dell’accordo al 2027 è solamente un aspetto formale. E che certi fili del destino potrebbero prima o poi riannodarsi: «Futuro in Serie A? Ho un contratto qui per i prossimi anni, quindi non posso dare una data di scadenza, ma ho intenzione di tornare in Italia». 

Mourinho verso l’Arabia   

Il tempo di Tuchel al Bayern è invece un orizzonte senza futuro: il tecnico poteva saltare dopo la Lazio, è rimasto grazie alla qualificazione ai quarti di Champions, ma il -16 dalla capolista Leverkusen in Baviera viene considerato umiliante e il club ha già ufficializzato l’addio a fine stagione. A proposito di Bayer: Xabi Alonso ha già promesso di mettere radici, mentre per restare alle cose tedesche c’è chi è pronto a scommettere su un ritorno sul grande palcoscenico del 36enne Nagelsmann dopo aver guidato la Germania all’Europeo. Occhio ai portoghesi: il ciclo di Conceiçao al Porto sembra finito e Mourinho dopo l’esperienza alla Roma troverà una big pronta ad accoglierlo. Lo Special One ha ricevuto anche una maxi-offerta dall’Al-Nassr, uno dei due club più importanti di Riyad. L’Arabia è una possibilità per tutti i santoni della panchina: i milioni del Pif, dopotutto, tentano chiunque.

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