Allegri vuole ricostruire il muro Juve. Ripartendo da Bonucci e Chiellini (ma non solo)

Nell’ultimo biennio i gol subiti sono stati quasi il doppio rispetto al passato, il ritorno di Max servirà anche a recuperare un tratto distintivo della Signora nell’ultimo decennio: attorno alla monumentale coppia azzurra, al rilancio di Szczesny e a un diverso equilibrio di squadra

Il ritorno di Massimiliano Allegri in bianconero con la sua dote di pragmatismo nel mettere in campo la squadra è atteso anche per restituire alla Juve il proverbiale muro difensivo che è stato il marchio di fabbrica dell’ultimo decennio di successi, rimasto in piedi ma non integro negli ultimi due anni con i 38 gol subiti da Pirlo e i 43 da Sarri. Sono più o meno il doppio dei 20 concessi nel 2016 dalla Juve di Allegri, che nei suoi altri quattro anni in bianconero ne ha subiti 24, 27, 24 e 30. Con Antonio Conte in precedenza erano stati 20, 24 e 23. Gli uomini non sono diversi dal passato, ma forse è diverso il modo in cui si approcciano a questa stagione, oltre al supporto richiesto dagli altri reparti.

Gli stati d’animo

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Un anno fa anelli di congiunzione tra la storia della Juve e il necessario ricambio generazionale rappresentato dalla certezza De Ligt, oggi Giorgio Chiellini e Leonardo Bonucci escono dal cambio in panchina e dalla monumentale estate di gloria azzurra come una delle pietre fondanti del nuovo corso. Destinati verosimilmente a più partite in staffetta che in coppia, ma comunque anche a livello simbolico con un peso specifico diverso rispetto all’anno scorso in cui ha prevalso l’immagine di “Chiello” al passo d’addio prima del ritiro (comunque con un impatto tecnico indiscutibile, che ha reso logico vederlo tornare sui suoi passi). E anche Wojciech Szczesny, liberato dal fantasma Donnarumma e senza più alle spalle un compagno di reparto da leggenda come Buffon, si approccia alla stagione forte del voto di fiducia a lui con cui la Juve ha respinto l’ammaliante tentazione Gigio, impraticabile economicamente senza l’uscita del polacco.

Il bilanciamento di squadra

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E poi saranno gli equilibri tra i reparti, prevedibilmente, a dare una copertura diversa alla difesa. L’atteggiamento complessivo potrebbe privilegiare, come è stato in passato, una meno spregiudicata difesa più contenitiva rispetto all’aggressione a tutto campo per la riconquista alta che si è cercata di recente alla Juve. Non è detto che cambi molto il lavoro dei laterali, perché l’idea di difendersi con una linea a quattro e attaccare con la difesa a tre su cui ci si è tanto concentrati nell’analisi dell’anno scorso è in realtà ormai una prassi comune. Ma cambierà sicuramente la protezione richiesta al centrocampo, ragione per cui a partire dall’uomo davanti alla difesa ma anche nelle mezzali Allegri ha sempre apprezzato uomini in grado di garantire fisicità oltre che dinamismo, rispetto ad altri con caratteristiche più compassate. Ma è solo questione di giorni vedere quanto e come questi princìpi di massima si tradurranno in calcio sonante. Calcio che alla Continassa conoscono bene e per questo lo si è rivoluto.

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