Allegri tra costi elevati e rapporti tesi con alcuni big: tenerlo o salutarlo?

I motivi per divorziare

1. Sensazioni da fine ciclo

Il girone di ritorno è stato disastroso e si è caricato di peso psicoemotivo, con una squadra sempre più nervosa, spaventata, spaesata. Quanto ha ancora presa sui giocatori? Nessuno gli gioca contro, anzi è apprezzato dalla rosa per come difende sempre i giocatori, ma sembra quasi non riesca più a trasmettere qualcosa alla squadra. E le critiche, continue e martellanti, che riceve possono inconsciamente influire sulla squadra, quasi deresponsabilizzata dal fatto che alla fine è sempre colpa di Allegri. Si respira aria da fine ciclo, da divorzio che farebbe bene sia alla Juventus che al tecnico. Sono grandi i rischi di un’altra stagione di transizione, di caccia al quarto posto giocando male e senza una visione sul futuro.

2. La proposta di gioco

Pochi gol e una proposta di gioco che non valorizza a pieno gli attaccanti. Non è tanto che la squadra giochi male (per quanto la noia di certe partite sta condizionando molto i giudizi su di lui dei tifosi oltre che dei critici di sempre) è che la squadra fatica a esprimere il minimo sindacale di agonismo e del provare a vincere preteso dai tifosi.

3. Rapporti tesi con alcuni big

Con Chiesa e Vlahovic non è proprio amore. Il che non è necessariamente un problema, perché raramente ci sono allenatori amati da tutti i giocatori della rosa, ma se i due giocatori, teoricamente, più forti non si trovano con il tecnico, la situazione va comunque analizzata. E, in generale, i giocatori più offensivi si sentono penalizzati dal tipo di gioco della Juventus.

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