Allegri: “Mi è venuta un’idea strana, magari stravolgo la squadra… Champions, l’ambizione è vincerla”

Il tecnico della Juve verso la sfida al Chelsea campione d’Europa: “Tranne Ramsey tutti a disposizione, compreso Rabiot”

Massimiliano Allegri come al solito ci scherza su: “Mi è venuta un’idea strana mentre venivo allo stadio – dice alla vigilia della sfida con il Chelsea -, può essere che stravolga la squadra”. Cambi ci saranno inevitabilmente, visto che la Juventus affronterà i campioni d’Europa senza Dybala e Morata, infortunati. Che sia pretattica o la verità lo scopriremo solo a poche ore dalla partita, sulla serenità con cui il tecnico bianconero s’avvicina alla partita più complicata del girone però non ci sono dubbi.

MENTALITÀ DA BIG

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Allegri ha varie soluzioni, dal 4-4-2 con Chiesa e Kean alla difesa a tre (“E’ il primo dubbio”, svela) oppure Danilo schierato a centrocampo. Mancherà solo Ramsey, che ha un piccolo fastidio, oltre ai due attaccanti. Più del modulo e degli uomini per Max conta lo spirito, perché se giochi nella Juve devi sempre puntare in alto: “Ho chiesto di mettere nel mio contratto un premio in caso di vittoria della Champions anche stavolta – racconta – perché quando la giochi devi avere sempre l’ambizione di vincerla. Bisogna avere l’entusiasmo e l’emozione di affrontare partite così, è questo che ti porta a fare cose straordinarie. Il nostro desiderio è arrivare in finale, non so se lo raggiungeremo ma deve essere un obiettivo. La stessa cosa vale per lo scudetto, è questo che fa la differenza, altrimenti uno non può stare in una grande squadra”.

CHIESA E KEAN

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Allegri loda Tuchel (“Ha fatto un grandissimo lavoro, loro sono molto forti sulle palle inattive, magari stavolta però non prenderemo gol”) e poi si sofferma sui singoli: “Abbiamo giocatori con caratteristiche diverse, l’unica punta di ruolo è Kean, domattina deciderò come schierarli. Bernardeschi ha fatto una buona partita, ha ottime potenzialità e un motore importante. Ha lo spunto da fantasista ma deve abituarsi a fare partite di sostanza. Rabiot come Bernardeschi ha potenzialità inespresse. In una carriera la differenza passa dalla testa, dalla voglia di mettersi in discussione e di migliorarsi. Se fossi in lui sarei arrabbiato con me stesso perché uno come lui deve arrivare a più di 10 gol. Kean non deve avere responsabilità, deve segnare, che è una cosa che sa fare meravigliosamente bene. Deve migliorare quando deve giocare con la squadra, nella tecnica individuale. Da Chiesa mi aspetto quello che sta facendo ora e ancora meglio. Quest’anno l’Europeo lo ha messo in una condizione diversa, perché non tutto quello che fa va bene adesso. Il margine d’errore si è assottigliato, per lui quest’anno sarà molto più importante e più difficile”.

ALZARE IL LIVELLO

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Il tecnico però non vuole più sentir parlare di giovani: “Hanno solo meno esperienza a livello internazionale. Gli ho chiesto di giocare tecnicamente una bella partita, in queste occasioni gli stimoli sono naturali, ma bisogna fare una partita di livello internazionale: in Europa se sbagli una volta l’avversario ti punisce”.

UN CALCIO DIVERSO

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L’avversario si può arginare “dandogli pressione ma nella maniera giusta. Quando abbiamo la palla bisogna tenerla bene perché non si può pensare di fare 90 minuti in pressione sul Chelsea. In Inghilterra il calcio è diverso perché c’è una cultura diversa. La gente che va allo stadio tifa per la sua squadra e non contro gli altri. Che loro abbiano più risorse economiche è evidente, ma noi non possiamo e non dobbiamo diventare come loro. Sento dire che è cambiato il calcio perché le partite in Italia finiscono 3-2, ma questo lo valuteremo, perché non ci sono stati i tifosi. Fino a marzo/aprile non puoi capire se il calcio è cambiato”. Allegri invece è sempre lo stesso, molto carico prima delle grandi sfide.

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