Allegri, la giornata nera di Monza-Juve: impotente in tribuna e via al 90′

INVIATO A MONZA – Non si vede nemmeno lontanamente un barlume di luce in fondo al tunnel in cui si è infilata la Juventus nel mese di settembre, dopo i segnali incoraggianti di agosto. Dal capitombolo ferale in Champions con il Benfica alla figuraccia a Monza: in quattro giorni è crollato il mondo bianconero e di solito, in questi casi, a farne le spese è l’allenatore. Indipendentemente dalle strategie e dalle considerazioni più o meno tecniche, il dato oggettivo è che la tifoseria non è più con Massimiliano Allegri: l’hashtag #allegriout è il trend del momento sul web, il popolo bianconero all’UPower Stadium è stato impietoso nei fischi alla squadra, ma ce l’ha anche con il tecnico e in generale la sensazione, da parte dei sostenitori juventini, che il timoniere non riesca più a raddrizzare la rotta si sta diffondendo sempre di più nell’opinione pubblica. E anche gli allegriani cominciano ad avere qualche dubbio, legittimo se non altro perché la squadra è parsa scollata, senza nerbo, abulica, in balia degli eventi e in disarmo. Di certo non si è vista una Juve pronta a reagire, con la bava alla bocca come sarebbe stato lecito attendersi dopo lo scivolone pesante di mercoledì. 
«Ma noi non ci arrendiamo – è il messaggio che Marco Landucci invia urbi et orbi, al posto di Max Allegri che se ne è andato subito dalla tribuna, senza incrociare nessuno -. Ora servono fatti, non parole. Abbiamo accusato la botta di mercoledì e l’espulsione di Di Maria ha condizionato la gara». Lo staff tecnico dunque non molla, ma qualcosa va fatto perché così proprio non si può andare avanti: la Juventus ha un punto in meno dell’anno scorso dopo 7 giornate di campionato e ha mezzo piede fuori in Champions.

Monza-Juve, Allegri al telefono in tribuna durante la partita

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Monza-Juve, Allegri al telefono in tribuna durante la partita

Allegri in tribuna

Ieri il Conte Max ha sofferto in tribuna, dentro “l’acquario” dell’UPower Stadium di Monza: sembrava un leone in gabbia, non senza momenti di nervosismo, come quando è stato espulso Di Maria. Per non parlare del gesto di disappunto al momento della rete di Gytkjaer che ha mandato definitivamente in tilt i bianconeri: con il match analyst di fianco, Allegri ha assistito con sconforto agli ultimi, sterili minuti, prima di prendere la via d’uscita dello stadio. 
«Il mister Allegri – ha spiegato Landucci – non poteva entrare negli spogliatoi e ancora non l’ho visto. Calciatori demotivati? No, il gruppo è sempre stato sano: è chiaro che l’assenza di giocatori importanti si sente, ma non bisogna trovare scuse, bisogna tenere su la testa. Non ci sono problemi con nessuno: quando mancano alcuni elementi fondamentali si sente la mancanza ma non deve essere una scusante. Dobbiamo fare meglio, non trovare scuse. I problemi si possono risolvere: bisogna fare meglio e lo faremo. Non vorrei essere ripetitivo ma in questa occasione non possiamo dire altrimenti: dobbiamo fare meglio tutti. Ora sembra tutto nero, bisogna ritrovare l’azzurro. Purtroppo la sosta arriva nel momento sbagliato».

La Juve sotto la curva: scuse ai tifosi dopo il ko di Monza

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Le parole di Arrivabene

Sì, ritrovarsi è il verbo più adatto. Ma se prima della partita l’ad Maurizio Arrivabene aveva detto che l’esonero «sarebbe una follia», dopo la sconfitta con quella che era l’ultima in classifica le certezze cominciano seriamente a traballare. I tifosi non ne possono più, infatti Landucci allarga le braccia e non può far altro che prendere atto della contestazione: «Quando perdi è così, i tifosi giustamente contestano. Non è contento nessuno, non solo il pubblico, il momento è difficile. Dobbiamo stare zitti e lavorare. La Juve deve fare sicuramente meglio. Ha detto benissimo Arrivabene prima della partita: siamo tutti responsabili, e insieme dobbiamo uscirne. Restare uniti dopo le vittorie è facile, bisogna fare i fatti adesso. Il Monza ha tenuto il predominio territoriale della gara, noi dobbiamo fare meglio ma c’è da aggiungere che l’espulsione ha condizionato la partita. Angel è stato tartassato, ci è caduto. Izzo usa queste tattiche, lui ha reagito e mi dicono che l’espulsione sia stata giusta. Parlare non serve, dobbiamo reagire attraverso il lavoro». Prima che sia troppo tardi. 

La Juve a lezione di calcio dal Monza: bianconeri in disarmo. E ora?

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