Alla Juve il “clasico” con la Fiorentina: finisce 2-0. Bonansea protagonista

La squadra di Rita Guarino conquista il primo trofeo stagionale grazie a una doppietta della calciatrice classe ’91

Dal nostro inviato Giulio Saetta

10 gennaio – CHIAVARI

Una doppietta di Barbara Bonansea consegna alla Juve il primo trofeo della stagione, la Supercoppa 2020 in edizione speciale Final Four per la non assegnazione della Coppa Italia causa pandemia. Così, spazio alle prime quattro classificate dello scorso campionato, anch’esso interrotto ma assegnato alla Juventus. Le bianconere, sempre vittoriose nell’attuale Serie A, con il 2-0 sulla Fiorentina confermano il dominio assoluto in Italia vincendo il quinto trofeo consecutivo dopo il triplete del 2019 e lo scorso scudetto. Dopo le semifinali dell’Epifania, con la Juve che aveva battuto la Roma ai supplementari e la Fiorentina il Milan in rimonta, nell’atto finale di Chiavari a fare gli onori di casa è la presidente della Divisione calcio femminile Ludovica Mantovani, presente in tribuna anche la c.t. azzurra Milena Bertolini. Juventus-Fiorentina è il “clasico” femminile italiano, terza sfida consecutiva in Supercoppa: vittoria delle viola nel 2018 e delle bianconere nel 2019. Quarta finale consecutiva fra i due club fra Coppa Italia e Supercoppa.

Le scelte

—  

Il coach bianconero Rita Guarino ritrova in difesa il portiere e la capitana della Nazionale Laura Giuliani e Sara Gama, nel 4-3-3 spazio in mezzo a Caruso, Pedersen e Galli, davanti tridente con Bonansea, Girelli e Hurtig. Mister Melani, che sostituisce Cincotta bloccato dal Covid, si mette a specchio: è la portoghese Neto il play, affiancata da Middag e Vigilucci. Davanti, Bonetti parte alta in posizione centrale, a destra Kim e a sinistra Sabatino.

Lento avvicinamento

—  

Fiorentina più manovriera all’inizio, tasso tecnico elevato nei piedi di Neto, anche se lo sfogo sulle punte non è agevole, complice l’attenta cerniera difensiva della Juve. Che si affida più alle palle alte verso le corazziere Hurtig e Girelli. Un paio di pericoli infatti li corre la retroguardia viola con palle messe in mezzo di testa dalla svedesona. È proprio Hurtig a scaldare le mani di Scroffenegger al 22′ con una girata in area di rigore deviata in angolo. Due minuti dopo tocca alla capocannoniera della Serie A Girelli, da destra, a sparare un diagonale da dentro l’area sul portiere viola. La Juve cannibale annusa la preda in difficoltà: Bonansea sfonda a destra e crossa per Hurtig che per un soffio non incorna in rete. Sul corner seguente ci prova Gama di testa ma Schroffenegger si distende e blocca in tuffo. Il gol del vantaggio è solo una questione di minuti: è Bonansea a siglarlo al 39′ con la specialità della casa, piatto sinistro a giro sul palo lontano. La numero 11 bianconera conferma l’ottimo stato di forma e l’endorsement della Fifa, che l’ha inserita nella top 11 mondiale del 2020, prima italiana a ottenere tale riconoscimento.

Il muro bianconero

—  

Al 10’ della ripresa, il raddoppio bianconero ancora con Bonansea, che appena entrata in area, da posizione centrale, trova l’angolino alla destra di Scroffenegger con un tiro al volo basso di collo destro. Al 16’ scossa viola con Vigilucci che gira di testa un cross dalla destra di Bonetti. Il primo cambio in casa viola è al 18’, con Adami per Middag. Al 23’ Juve vicina al tris con Boattin, che dalla distanza centra la traversa con un bolide di sinistro. Alla mezzora doppio cambio viola in attacco con Monnecchi e Clelland per Bonetti e Kim, mentre Cernoia prende il posto di Bonansea a destra nell’attacco bianconero. Ma non cambia l’inerzia del match, la Fiorentina prova a punzecchiare ma il muro juventino non si scalfisce, troppo solida e attenta la cerniera mediana Caruso-Pedersen-Galli, super attente e fisicamente predominanti. Allo scadere Girelli prova a entrare nel tabellino con una spizzata di testa che esce di poco a lato. Nessun recupero, al fischio finale subito in campo gli addetti per montare il palco per la premiazione, con le bianconere al centro del campo già in festa, Come d’abitudine.

Precedente DIRETTA/ Ravenna Arezzo video streaming tv: si torna a giocare dopo 44 anni Successivo Conte: "Inter, dimentica il mercato. Il verbo volere non esiste da agosto"

Lascia un commento