Alan Velasco, la maglia numero 10 dell’Independiente e il maestro di Aguero

Il modello di riferimento è il calcio che insegna Marcelo Bielsa: squadra corta e compatta, raccolta in 25-30 metri, linea difensiva sempre alta, raddoppi in fase di pressing, gioco verticale, terzini all’arrembaggio, 4-3-3, ali che inventano e coprono. L’Independiente sta esprimendo il fùtbol più bello e moderno in Argentina, con un’impronta chiara e definita, molto simile ai principi della filosofia di Bielsa. È stato costruito da Julio Cesar Falcioni, un ex portiere di 65 anni che sta vivendo nella Superliga una delle stagioni migliori della sua carriera, dopo aver vinto in passato due campionati con il Banfield e il Boca Juniors, oltre a una Coppa Argentina sulla panchina degli “xeneizes”. Nessuno gioca bene come l’Independiente, che è tornato a lottare per il titolo e nell’ultimo turno ha sfiorato il colpo in casa del River Plate, andato in grande sofferenza e in grado di pareggiare (1-1) solo al 66’ con Braian Romero.

Il nuovo Indipendiente 

Sosa in porta, Bustos e Ortega sono i terzini, mentre Sergio Barreto e Insurralde formano la coppia centrale. Dinamismo, ritmo e qualità vengono garantiti a metà campo da Soñora, dal play Romero e dalla mezzala Blanco. Spettacolare il tridente, arricchito dai cambi di marcia del colombiano Roa a destra, dalla genialità di Alan Velasco, maglia numero 10, un metro e 67, diciannove anni, e dalla furbizia di un centravanti esperto come Silvio Romero, classe 1988, autore di quattro gol.

L’Indipendiente non vince non da quasi 20 anni

L’Independiente non vince il titolo dal 2002, quando era allenato da Americo Ruben Gallego e s’impose nel Torneo di Apertura con 43 punti, trascinato da Andres Silvera, capocannoniere con sedici gol. Ora il nuovo messia è Alan Velasco, dribbling e magie, agilità e istinto, ha dominato la scena anche domenica notte contro il River Plate, firmando l’assist per il gol di Bustos. Vale già dodici milioni di euro, è uno degli Under 20 più corteggiati, ha tanti estimatori in Europa e ha un contratto che scade il 31 dicembre del 2023.

Aguero è l’idolo di Velasco

Velasco è nato il 27 luglio del 2002 a Quilmes, gli osservatori del Barcellona lo avevano ammirato nel 2019 con la maglia dell’Argentina Under 17, medaglia d’oro nel Sudamericano. Ha iniziato a giocare in un piccolo club dilettantistico, il San Juan de Berazategui, in attesa di crescere nel vivaio dell’Independiente. L’idolo di Velasco è Sergio Aguero, salito alla ribalta proprio nel club di Avellaneda prima di affermarsi in Europa. In comune hanno anche l’allenatore: Julio Cesar Falcioni aveva accompagnato l’ascesa del Kun nel 2005-06, stagione decisiva per il suo arrivo all’Atletico Madrid.

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