Al Bano tra taranta, orecchiette e Milan: “Io mai fermo. Giroud? Mi piace”

Gabriella Mancini

4 settembre – Milano

Al Bano, simpatia per il Milan e figlio interista, è stato uno dei protagonisti della Taranta, tornata ad incantare la notte della Puglia a Melpignano. Accanto a lui i maestri concertatori Enrico Melozzi e Madame, di bianco vestita, e il Volo, lo show tra memoria e visione andrà in onda oggi (sabato) su Rai 1 alle 23.15. Al Bano è in gran forma, lo sport è sempre stato amico. “Amo la natura, camminare tra gli alberi, ascoltare i silenzi. La mia Puglia è bellissima, diecimila passi al giorno mi fanno stare bene, ma quando posso anche ventimila in un paio d’ore. L’attività fisica è fondamentale, io non sto mai fermo, la parola stanco non la conosco”.

Lei, pugliese doc, è la prima volta che ha partecipato alla magica notte della pizzica salentina, come mai?

“Mi avevano chiamato diverse volte, ma ero sempre impegnato, finalmente sono riuscito, ho reso omaggio a Modugno e alla mia terra. C’è un’energia fantastica, la musica è sempre stata contaminazione, da Bach a Schubert. Le sette note hanno diverse forme, come i colori nella tavolozza di un pittore”.

Quali altri sport pratica?

“La pesca subacquea, non vedo l’ora di rituffarmi. E’ un mondo che non fa rumore. E gioco a calcio nel campetto con i miei figli”.

Tifa per…

“Ho una simpatia per il Milan, una volta sono andato a San Siro a vedere l’Inter perché mio figlio, Al Bano jr., è interista. Per la verità, quando aveva gli amici juventini stava per la Juve, poi con la compagnia interista è diventato nerazzurro – ride – penso che si sia stabilizzato”.

Che cosa nel pensa di questo Milan?

“Ha fatto un buon mercato, è attraente, Giroud mi piace, speriamo che guarisca al più presto dal Covid. Comunque mi piace il bel calcio, ai tempi di Maradona mi ero affezionato al Napoli”.

E sempre in forma, segue qualche regola alimentare?

“Mi piace mangiare, a volte mi lascio andare, d’altra parte i prodotti della mia terra sono buonissimi e io nella mia tenuta sono a chilometro super zero, li produco e li consumo, dalle verdure, sedano e finocchi sono speciali, alla frutta. Però qualche dieta, per lenire i miei peccati alimentari, l’ho fatta, ho seguito quella di Alberico Lemme, fondatore dell’Accademia filosofia alimentare”.

ll piatto a cui non può rinunciare?

“Le orecchiette in tutti i modi: alle cime di rapa, al sugo di pomodoro, eccetera eccetera, l’importante è non esagerare con le quantità. Il cibo è un abbellimento della vita. Bisogna stare attenti alla glicemia, al colesterolo, ci sono passato e me ne sono liberato”.

Italia regina agli Europei, pioggia di medaglie alle Olimpiadi, eppure lo sport è snobbato a scuola, che cosa ne pensa?

“E’ un errore grave, come sta succedendo per la musica che non è abbastanza considerata nella nostra cultura. Credo nella locuzione latina Mens sana in corpore sano, io non mollo mai”.

Ha cantato al compleanno di Madonna, che ama tanto la sua regione, com’è andata?

“Mi ha fatto piacere, ci siamo divertiti, tra l’altro il suo figlio adottivo aveva messo gli occhi su mia figlia Jasmine, si dava da fare – scoppia a ridere – ma il giorno dopo è partito. Ormai la Puglia è amata da tanti personaggi, con discrezione e pudore posso dire che una mano l’ho data anch’io. Le troupe dalla Corea, dal Giappone, dalla Russia e da tanti altri Paesi le facevo venire a Cellino San Marco, per descrivere la sua posizione geografica dovevo prendere carta e penna. Nel mio piccolo ho contribuito a far conoscere la Puglia, spero che il prossimo anno, il venticinquesimo della Taranta, possa tornare il grande pubblico come una volta”.

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