Ai marziani di Napoli resistono solo Milan e Juve

Cinquantatré giorni senza Serie A saranno lunghi da passare: colpa del Mondiale d’autunno by Fifa, sconfessato persino dal fenomeno Blatter che nel 2010 l’annunciò al mondo e, malauguratamente, soltanto cinque anni più tardi venne spazzato via. Tant’è. Indietro non si può tornare, mentre avanti come un rullo marziano fila il Napoli, all’undicesima vittoria consecutiva, meravigliosa macchina da gol con 8 punti sul MiIan, 10 sulla Juve, 11 su Lazio e Inter, 14 su Atalanta e Roma. Lo sfortunato autogol di Milenkovic ha consentito ai rossoneri di acciuffare ancora una volta una vittoria in extremis, pesantissima poiché ottenuta ai danni di un’avversaria, la Fiorentina, imbufalita per il contatto Terracciano-Rebic non punito dall’arbitro. La Viola a San Siro stava scoppiando di salute, come la Juve che ha inanellato il sesto successo consecutivo con zero gol subiti, il terzo posto in solitario: la conferma che puntare su giovani ripaga la fiducia. La doppietta del ventiduenne Kean, prima del sigillo di MIlik, brilla in calce alla secca sconfitta incassata dalla Lazio che ha fallito la prova di maturità e tuttavia, allo stop del 13 novembre, si gode comunque la posizione Champions. Se consideriamo la prima parte del campionato come la decisiva sessione di qualifiche al Gran Premio dello Scudetto, il Napoli è in pole position, ottenuta a una velocità supersonica. Dietro c’è il vuoto; indietro, arrivano Milan e Juve; in terza fila, accanto alla Lazio c’è l’Inter rigenerata da Dzeko a Bergamo; in quarta, l’Atalanta in caduta libera (4 sconfitte nelle ultime 5 gare, 9 gol incassati nelle stesse dall’ex difesa più forte del torneo) e la Roma che Matic ha preso per i capelli all’ultimo respiro della partita con il Toro, durante la quale ha ritrovato Dybala, ricevendo la conferma di essere più che mai Dybaladipendente. Dicono che il 4 gennaio comincerà un altro campionato, per via del mondiale, di chi ci andrà, di chi non ci andrà, degli infortunati che, nel frattempo, avranno recuperato, sperando che in Qatar nessun altro si faccia male. Sarà così. Senza dimenticare mai che lassù c’è solo il Napoli. E solo il Napoli è più che mai padrone del suo destino tricolore.

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