Agostini, sessant’anni da condor

Il soprannome dato da Patrizio Sala, una carriera iniziata nel Cesena, proseguita in grandi piazze come Roma, Milan e Napoli, per poi tornare in Romagna, navigare nelle serie minori e chiudere a San Marino, con scudetto e Champions. Il giocatore, un centravanti vecchio stampo dedito anche al Beach Soccer, ha lasciato ovunque il segno

Il Condor Agostini – di nome Massimo, ma chi se lo ricorda il nome? – oggi 20 gennaio compie 60 anni e ricostruire la sua carriera significa rendere omaggio ai tanti bomber che dalla provincia sono partiti – nel suo caso: Cesena – per conquistare a suon di gol un posto al sole – nel suo caso Roma, Milan, Napoli – e guadagnare l’affetto trasversale e una carezza della memoria di tanti appassionati. Il soprannome che gli è rimasto appiccicato per tutta la vita glielo ha dato un compagno di squadra, l’ex campione d’Italia con il Toro Patrizio Sala. È successo a metà degli Anni 80, quando i due giocavano insieme nel Cesena. Vedendolo così, magro, ossuto, con un naso aquilino, simile ad un becco, Sala colse nell’istinto ferino di Agostini la cifra stilistica del centravanti e – colpito dal fiuto del gol – disse che somigliava a quell’uccello che si butta a picco sulla preda, com’è che si chiama? Condor, si chiama. E così è da sempre, e per sempre, Condor Agostini. 

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