Adani: “Meno campioni, il lavoro dei tecnici sarà decisivo. E sulla Fiorentina…”

L’ex difensore fa un bilancio della sessione di mercato appena terminata. E sulla lotta al vertice si sbilancia: “Juve più forte ma scelgo l’Inter per lo scudetto”

Marco Guidi @marcoguidi13

1 settembre – Milano

“Abbiamo perso il portiere (Donnarumma), il difensore centrale (Romero), l’esterno (Hakimi), il centrocampista (De Paul), l’attaccante (Lukaku) migliori della scorsa stagione e un fenomeno da 5 Palloni d’oro (CR7). Per il resto tutto bene…”. Messa così, può sembrare che Lele Adani sia critico sul futuro della Serie A. Invece, dall’addio di grandi calciatori può sorgere un nuovo rinascimento. “Diventerà fondamentale il lavoro sul campo in settimana. E quindi le idee degli allenatori”. La testa, più che i piedi buoni.

Lele, mercato finito, è tempo di giudizi. Cominciamo dall’Inter campione d’Italia…

“Ero stato critico dopo la cessione di Lukaku e l’arrivo di Dzeko, ma le mosse Correa e Dumfries mi piacciono. E da quello che ho visto nelle prime due giornate, Inzaghi ha già creato un feeling con i giocatori basato su idee precise. L’Inter non ha forse la rosa migliore, ma resta la favorita per lo scudetto”.

E chi ha i giocatori migliori?

“Al di là di questo mercato, credo la Juve. Cui però serve recuperare il lavoro sul campo, specialmente dopo la partenza di Ronaldo. Approvo comunque la linea giovane: Kaio Jorge, Locatelli e Kean sono il futuro. E Ihattaren, dato in prestito alla Samp, ha un sinistro da favola”.

A proposito di mancini da fiaba, quella di Messias arrivato al Milan è veramente a lieto fine…

“Una storia da copertina. E meritata, perché Messias ha qualità, colpi da giocatore importante, anche se è partito dall’ultimo vagone del treno. Il Milan ha da tempo iniziato un percorso societario e tecnico che va nella direzione giusta: non deve precludersi nulla, anche dare una chance a un 30enne che ha saputo sognare”.

Ha parlato di lavoro sul campo: Spalletti, Sarri e Mourinho stanno già facendo la differenza?

“Direi di sì. Il Napoli poi ha preso Anguissa, giocatore che mi piace molto. Da Spalletti mi aspetto, però, faccia compiere il salto definitivo a Osimhen: deve diventare un attaccante associativo, che lavora per la squadra anche nello stretto, come fa già Giroud al Milan”.

Lotito ha fatto l’ultimo regalo a Sarri: Zaccagni.

“Calciatore che arriva nel posto giusto, con l’allenatore giusto, all’età giusta. La Lazio ha fatto un mercato funzionale al suo tecnico: scelta corretta”.

Bel derby con Mou?

“Sì. A proposito di lavoro, avete visto la Roma a Salerno? Un gol bello, un altro bellissimo e due capolavori. Non capitano per caso, eh”.

L’Atalanta sarà sempre lì con le grandi?

“Quest’anno tra arrivare primo o settimo passa poco. Ma la Dea a prescindere dalla classifica fa sempre le cose per bene, perché costruisce le carriere dei suoi giocatori. Il prossimo è Koopmeiners, se assimila la cultura del lavoro di Gasperini…”.

La squadra più migliorata?

“La Fiorentina, per tre motivi: gli acquisti di Gonzalez, Odriozola e Torreira; la permanenza di Vlahovic; la scelta di Italiano in panchina”.

Chi la intriga delle altre?

“Il Toro ha fatto un grande acquisto con Brekalo e ha Juric come plusvalore. Spezia ed Empoli, con Motta e Andreazzoli, fanno calcio. Seguiteli…”.

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