Abraham tocca a te: la Roma appesa a Tammy per ripartire

Solo un gol finora, l’anno scorso a Empoli l’inglese segnò una doppietta decisiva

Per chi è cresciuto ascoltando il “God save the Queen” come se fosse una sorta di ponte che collegava l’Inghilterra al cielo, questi sono giorni particolari. La regina Elisabetta II non c’è più e Tammy Abraham, da fedele suddito della Corona, ha vissuto le sue forti dosi di emozioni che lo hanno in qualche modo ricondotto virtualmente in patria. “Riposa in pace”, ha scritto sui social il centravanti della Roma, riferendosi alla sovrana da poco scomparsa. Da attaccante della nazionale, però, sa che il giallorosso sa che tra i suoi compiti c’è anche quello di onorare la patria facendo il proprio dovere, ovvero i gol. Domenica scorsa a Udine, proprio davanti agli occhi del commissario tecnico Southgate, probabilmente Abraham è incappato in una delle gare più incolori della sua avventura romanista finora e, per una volta, neppure Smalling ha brillato. Insomma, se la partita doveva essere un biglietto da visita per la convocazione al Mondiale, si può dire che entrambi hanno fatto di meglio.

Partenza lenta

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Proprio per questo il match in programma domani a Empoli è una sorta di cartina di tornasole per Tammy. L’attaccante, che grazie ai suoi 27 gol della passata stagione è stato il calciatore più prolifico al primo anno di storia giallorossa, anche un anno fa aveva avuto una partenza lenta. Nelle prime 5 giornate di campionato, infatti, aveva segnato solo due gol, ma il suo rendimento è andato via via lievitando, fino a superare il record di gol di un inglese in un torneo di Serie A, che era detenuto da Hitchens, che nel 1961-62 aveva segnato 16 gol nell’Inter contro i 17 del giallorosso. Come dire, proprio per una questione di preparazione Abraham è pronto a dare il suo meglio più avanti, sperando che il Mondiale non alteri gli equilibri.

Amuleto Empoli

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Adesso Tammy è fermo a quota uno, anche se pesante (contro la Juve), però la trasferta di Empoli può essere quella giusta per togliersi di dosso la ruggine. Non certo per il valore della squadra toscana – di tutto rispetto – ma per il fatto che nello scorso campionato l’inglese santificò il proprio match con una doppietta decisiva per il 4-2 finale a favore della Roma. Motivo in più per credere che la squadra di José Mourinho possa interrompere la serie negativa di sconfitte cominciata a Udine e proseguita in Coppa a Razgrad contro il Ludogorets, a cui il centravanti non ha partecipato per via di un problema alla spalla.

Bastone e carota

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Lo Special One, in questo periodo, con il suo pupillo sta utilizzando bastone e carota. Ad esempio, nonostante il gol di Tammy a Torino avesse salvato la Roma, il tecnico aveva definito la prova del suo giocatore “orribile”, mentre a Udine, dove è apparso spesso avulso dal gioco, ha detto di averlo “ritrovato”. Pura psicologia, naturalmente, ma con una certezza: con Dybala e Pellegrini in appoggio, quest’anno Abraham sembra giocare molto più spesso dando le spalle alla porta, e questo lo costringe a dei movimenti diversi, in attesa ovviamente del rientro di Zaniolo. Con gli strappi dell’azzurro, infatti, l’inglese può avere più spazi e quindi essere più pericoloso. Morale: anche a Empoli occorrerà stringere i denti, ma il ritorno del miglior Abraham sembra vicino.

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