Abatantuono, il Milan e la corsa scudetto: “La penultima giornata mi fa tremare…”

L’attore e grandissimo tifoso rossonero analizza il calendario delle prime due in classifica: “L’Atalanta è una grande squadra e Cagliari per l’Inter è una seconda patria…”. E su Pioli: “È stato lui a fare la differenza, loro sono più forti, noi abbiamo più grinta, siamo un gruppo”

Elisabetta Esposito

30 aprile – ROMA

Intercettiamo Diego Abatantuono in una delle sue polpetterie milanesi. La voce al telefono è particolarmente vivace e il merito non è solo del piatto che ha di fronte, né del successo del libro che ha appena pubblicato (“Si potrebbe andare tutti al mio funerale”, il suggestivo titolo)…

“In effetti sto, benissimo. Molto ma molto bene”.

Lo scivolone dell’Inter a Bologna non c’entra nulla?

“Beh, noi viviamo di queste cose qua! La faccia del povero Radu mi ha ricordato volti disperati di un’altra primavera inoltrata a Roma…”.

Il 5 maggio 2002 ovviamente.

“Eh sì, insomma l’interista ha subito 20 anni di spadroneggiamento del Milan con la Champions e questa cosa lo ha turbato… Poi ha rifiatato con Mourinho, inventando il titolo triplete che non mi pare venga premiato con una speciale coppa, ma lasciamo stare. Bisogna vedere adesso come reagiranno, l’allenatore è bravo, i giocatori ce li hanno. Se non hanno contraccolpi psicologici e le vincono tutte sarà dura per il mio Milan”.

Resta il fatto che avete due punti in più a quattro giornate dalla fine.

“Faccio una premessa. Io non sono uno abituato a lamentarsi, ma noi abbiamo avuto anche delle incolpevoli sviste altrui, tra gol segnati di mano e fuorigioco mai visti, non sembravano bei segnali… Detto questo, si intravede un fattore psicologico: io ritengo che l’Inter sia più forte del Milan, ma davvero, non per scherzo o scaramanzia, prendendo i singoli giocatori sono più forti. Noi però abbiamo Stefano Pioli, che fa la differenza. Siamo più squadra, abbiamo più grinta e motivazioni, ogni giocatore è stato gestito nel modo migliore e in tutto questo l’allenatore è stato determinante. E poi ha il grande merito di non aver voluto a tutti i costi sottolineare la propria mano cedendo a quel gioco che ormai quasi tutte le squadre fanno: tenere la palla molto bassa e far partire il gioco dalla difesa. È una tattica troppo rischiosa, è costata tanto a noi, ma anche all’Inter o al Napoli. Ormai è un modo di affrontare le gare stupido, è stato una grande invenzione di Guardiola ma non può essere obbligatorio, non è quello che legittima il valore del tecnico. Pioli si è staccato da questa storia, il lancio lungo fa parte del gioco, non può essere un marchio negativo, anzi per me va tenuto molto presente”.

E adesso che cosa succede?

“Può accadere di tutto, può subentrare la sfortuna, una svista o incappare una partita storta. Può succedere a noi o potrebbe anche ricapitare all’Inter. È un campionato particolare e meno male! Io preferisco sempre la Champions, ma togliere lo scudetto ai nerazzurri ovviamente sarebbe divertente… Detto questo, non c’è stato un solo momento in questa stagione, ma forse anche nella vita, in cui io mi sia sentito il titolo in tasca”.

Guardiamo insieme il calendario da qui alla fine?

“Volentieri”.

Domani ci sono Milan-Fiorentina e Udinese-Inter.

“Fino a qualche giorno fa, viste le motivazioni che avevano i viola, avrei detto che la nostra era molto più difficile, ma dopo l’ultimo turno di campionato mi pare peggio la loro. È vero che il gioco di Italiano è formidabile, ma Piatek l’abbiamo avuto e non è certo Vlahovic. Speriamo solo non abbia slanci di vendetta da ex…”.

Verona-Milan e Inter-Empoli.

“L’Empoli ha appena battuto il Napoli, se ha voglia può dire la sua. Sono comunque due gare aperte, forse è appena più difficile per noi”.

Milan-Atalanta e Cagliari-Inter.

“È il turno che mi fa più paura, quello in cui rischiamo davvero. Dipenderà molto dalla situazione in classifica del Cagliari. Se sarà ancora in corsa per la salvezza sarà arrembante, altrimenti diventerà dura. Cagliari per l’Inter è un po’ una seconda patria, ci sono molte connessioni… Questo non vuol dire che non si impegneranno, ma il livello di grinta dipenderà inevitabilmente dalla posta in palio. L’Atalanta invece arriverà a San Siro con la voglia di riscattare la stagione e parliamo sempre di una grande squadra”.

Ultima giornata, Sassuolo-Milan e Inter-Sampdoria.

“Il Sassuolo contro la Juve l’ho visto bene, la Samp non credo avrà ancora qualcosa per cui lottare. Se saremo ancora avanti sarà obbligatorio difendere il vantaggio. E vincere”.

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